Galiano:"Ci sono papà che ti voglio bene te lo dicono non con le parole ma con i gesti. Le parole d’amore più belle non sono parole, sono gesti. Spesso piccoli, eppure così grandi, quelli che restano"
- La Redazione

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Galiano ci insegna come un padre possa essere presente non semplicemente dicendo ti voglio bene ma dimostrando il suo affetto grazie a piccoli gesti che rimarranno impressi nel nostro cuore per sempre....

Essere genitori implica senz'altro una grande responsabilità: accompagnare lungo il cammino della vita chi abbiamo messo al mondo, dedicandogli le giuste attenzioni ed una presenza costante, non è sempre cosa facile.
Per quanto ci si sforzi nel voler essere perfetti, per quanto ci si impegni nel voler essere impeccabili, malgrado ciò, non esiste un manuale da seguire per poter essere definiti dei buoni genitori.
Ecco allora che proprio oggi, 19 Marzo, giorno in cui si celebra la festa del papà, appare considerevole riportare le significative parole dello scrittore ed insegnante italiano Enrico Galiano che in merito ha così espresso il suo pensiero:
"Ci sono genitori che i ti voglio bene te li dicono con le parole, e non si fanno problemi a dirlo, anche spesso, perfino tutti i giorni.
Spesso sono le mamme, ma a volte anche i papà.
Ti scrivono bigliettini di auguri lunghi lunghi, ti mandano messaggi coi cuoricini, ti ascoltano e ti parlano.
Se hai bisogno di sfogarti, di raccontare giornate no, amori strafalcioni, sfighe varie ed eventuali, loro sono lì, a una telefonata da te.
E i ti voglio bene li sanno scandire sempre lettera per lettera.
E poi ci sono gli altri. I genitori che lo dicono facendo.
Spesso sono i papà, ma a volte anche le mamme.
Sono quelli che con le parole un po’ ci fanno a botte, o quelli che a botte ci fanno solo con le parole d’amore.
Sono quelli che, per loro, i ti voglio bene, non sono mai arrivati, quando i figli erano loro.
Però, anche se non lo dicono, loro lo dicono.
Come? Facendo.
Sono quelli che se hai il frigo che fa un rumore strano...arrivano e sistemano.
Sono quelli che ti portano la macchina a lavare.
Sono quelli che ti montano la mensola.
La polvere di intonaco sulle loro tute Puma sdrucite è il loro ti voglio bene.
La goccia di sudore dopo averti spostato l’armadio senza che tu gliel’abbia chiesto. La lavatrice che prima si bloccava sempre e ora non più.
Quando sei in quell’età scema in cui ti sembra che il mondo intero sia contro di te, è facile pensare che quei genitori lì sono quelli che più ti sono contro.
Pensi che siccome non te l’hanno mai detto, il bene, allora non te ne hanno mai voluto.
Be’, non è vero. Molte volte non è così.
Tutte quelle volte che non li vedevi, i loro ti voglio bene erano lì, davanti a te.
In mani sporche e notti in bianco, in occhiaie di stanchezza e sacrifici, in carezze che si posavano su di te mentre dormivi.
In nostalgie che non ti venivano a dire, in abbracci che non riuscivano a dare.
Le parole d’amore più belle non sono parole.
Sono gesti. Spesso piccoli, eppure così grandi. Quelli che restano, anche quando chi li faceva non c’è più.
Ed è solo lì che cominci a sentirli davvero":
Le parole di Enrico Galiano arrivano dritte al cuore e sono in grado di emozionarci, lasciandoci senza fiato, offrendoci al contempo ottimi spunti di riflessione.
Il messaggio che vuole trasmetterci lo scrittore ed insegnante italiano appare nitido e cristallino: ci sono papà, ed alle volte anche mamme, che non sono in grado di dire 'ti voglio bene' ai loro figli ma non perché non provino affetto nei loro confronti ma forse solo perché a loro volta, in quanto figli, non hanno mai ricevuto attenzioni, premure, accortezze, parole affettuose.
Seppur non in grado di dire 'ti voglio bene', però questi genitori dimostrano il loro affetto con gesti e sono presenti nella vita di tutti i giorni con premure ed attenzioni straordinarie: i papà che ci voglio bene sono quei lavorati instancabili che fanno mille sacrifici per sostentare la loro famiglia; ma anche i papà che trascorrono le notti in bianco per vegliare sui loro figli quando la febbre è molto alta; ed ancora i papà che ci vogliono bene sono coloro che ci stringono forte la mano nei momenti più bui, quando la vita ci mette alla prova, in grado di rassicurarci senza usare troppe parole.
Ecco allora perché "le parole d’amore più belle non sono parole ma sono gesti. Spesso piccoli, eppure così grandi. Quelli che restano, anche quando chi li faceva non c’è più. Ed è solo lì che cominci a sentirli davvero".
E tu, lettore che ci segui, in qualità di genitore, riesci a dire 'ti voglio bene' a tuo figlio oppure preferisci dimostrarglielo con piccoli gesti che però sono espressione di grande amore ed affetto? Pensi sia più importante dire 'ti voglio bene' oppure dimostrarlo concretamente?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA



.jpg)
.jpg)
.jpg)

















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)


















.jpg)
Tutta la comprensione per quei genitori che non sanno dire"ti voglio bene" perche` non hanno ricevuto quella forma di amore,anche se non e` facile capire perche` non vogliano evitare ai propri figli quel freddo al cuore che passeranno in eredita` proprio quando avrebbero potuto evitarlo.Saltiamo oltre l' ostacolo altrimente si rischia di aver vissuto senza aver voluto imparare.