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Congedo di paternità: oltre il 64% dei padri lo utilizza nel 2024, dieci anni fa era solo il 19%

I dati INPS analizzati da Save the Children mostrano un aumento costante dell’uso del congedo introdotto nel 2012. Restano però differenze legate a tipo di contratto, dimensione aziendale e area geografica

Nel corso del 2024 cresce in Italia il ricorso al congedo di paternità obbligatorio: oltre il 64% dei padri lavoratori dipendenti ha utilizzato questo strumento, introdotto nel 2012 con la riforma Fornero (legge n. 92/2012) e progressivamente sempre più diffuso negli anni.


I dati elaborati dall’INPS e analizzati da Save the Children delineano anche l’identikit di chi ricorre più frequentemente a questo strumento. Si tratta soprattutto di uomini tra 35 e 44 anni, che rappresentano circa il 52% degli utilizzatori, con contratti stabili a tempo pieno e una maggiore concentrazione nelle regioni del Nord Italia.


Contratto di lavoro e durata del congedo

La modalità di impiego influisce anche sul numero di giorni effettivamente utilizzati. I lavoratori con contratto full time tendono a sfruttare in media quasi due giorni in più rispetto a chi lavora part time. Anche il tipo di contratto ha un peso: chi è assunto a tempo indeterminato utilizza mediamente mezzo giorno in più rispetto ai dipendenti con contratto a termine.


Differenze emergono anche tra categorie professionali. Impiegati e dirigenti, ad esempio, ricorrono al congedo con una durata mediamente superiore di circa un giorno rispetto ai lavoratori manuali. Curiosamente, al crescere della retribuzione si osserva invece un utilizzo leggermente più limitato della misura.


Il ruolo della dimensione aziendale

Un altro elemento che incide in modo significativo sull’accesso al congedo è la dimensione dell’azienda. Nelle imprese con più di 100 dipendenti, circa l’80% dei padri aventi diritto usufruisce del congedo. Nelle aziende più piccole, con meno di 15 lavoratori, la percentuale scende invece intorno al 40%.

Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha evidenziato come il trend registrato negli ultimi anni indichi un progressivo cambiamento culturale. Nonostante ciò, circa il 35% dei padri che potrebbero accedere al congedo non lo utilizza ancora.



Differenze territoriali tra Nord, Centro e Sud

L’analisi territoriale mostra un forte divario geografico. Nel Nord Italia si concentra il 59% dei padri che hanno usufruito del congedo nel 2024, pari a oltre 107 mila lavoratori.

Nel Centro la quota scende al 19%, mentre nel Sud e nelle Isole si attesta intorno al 22%.

Anche la durata media del congedo varia a seconda dell’area geografica. I lavoratori del Nord-Ovest e del Nord-Est utilizzano mediamente un numero di giorni leggermente superiore rispetto ai colleghi del Centro. Al contrario, nel Mezzogiorno e nelle Isole la fruizione risulta inferiore alla media nazionale.


Ancora pochi i padri che utilizzano tutti i giorni disponibili

Un altro dato significativo riguarda l’utilizzo completo del congedo: solo circa un quarto dei padri usufruisce dell’intero periodo previsto. Questo elemento evidenzia la presenza di ostacoli di tipo organizzativo o culturale che continuano a limitare una piena diffusione della misura.

Secondo Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, “Nonostante i segnali positivi che i dati sulla fruizione del congedo di paternità ci mostrano, c’è ancora molto da fare per favorire un’equa condivisione della cura tra madri e padri”. L’organizzazione sottolinea inoltre come una maggiore partecipazione dei padri alla cura dei figli contribuisca al benessere dei bambini e a un ambiente familiare più equilibrato.


La distribuzione nelle regioni

Nel Nord Italia, la Lombardia registra la quota più alta di utilizzatori, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna, mentre Piemonte, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta completano il quadro dell’area settentrionale.

Nel Centro, la maggiore concentrazione si trova nel Lazio, seguito dalla Toscana, mentre Marche e Umbria rappresentano una parte più contenuta del totale.

Nel Sud e nelle Isole, la Campania è la regione con il numero più elevato di padri che hanno utilizzato il congedo, seguita da Puglia e Sicilia. Completano la distribuzione territoriale Abruzzo, Calabria, Sardegna, Basilicata e Molise.



Un utilizzo in crescita negli ultimi anni

Nel complesso, nel 2024 i padri che hanno usufruito del congedo di paternità sono stati 181.777. Il confronto con gli anni precedenti evidenzia una crescita significativa: nel 2013 la percentuale di utilizzo era pari al 19,2%, mentre oggi ha superato il 64%.

Nonostante il miglioramento registrato nel tempo, il ricorso alla misura resta influenzato da diversi fattori, tra cui dimensione dell’azienda, tipologia contrattuale e area geografica di residenza del lavoratore.

di LA REDAZIONE







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