Valditara, PEI da aggiornare solo con nuovi elementi. Arriva la critica: "È un attacco diretto al diritto all’inclusione"
Valditara punta a ridurre gli adempimenti. Per "Vorrei prendere il treno", resta una domanda: chi dovrà far presente che i bisogni dell’alunno sono cambiati?

Il decreto sulla scuola approvato dal Consiglio dei ministri introduce una novità per gli alunni con disabilità: il Piano Educativo Individualizzato (PEI), adottato all’inizio del ciclo di studi, verrebbe aggiornato negli anni successivi solo in presenza di nuovi elementi, anziché essere riformulato ogni anno. Il ministro Giuseppe Valditara ha presentato la misura così: «Non sarà più necessario ogni anno che i genitori definiscano il Piano educativo individualizzato».
Secondo il ministro, questo favorirebbe «una tempestiva assegnazione dei docenti» e ridurrebbe gli adempimenti per famiglie e scuole. Un aggiornamento non necessario ma che rimane in caso di novità nel percorso, questa la posizione della norma. Su questa scelta interviene l’associazione Vorrei prendere il treno: «Dire che il Piano educativo individualizzato (PEI) non si aggiornerà più ogni anno, ma solo in presenza di “novità”, non è una vittoria contro la burocrazia. È un attacco diretto al diritto all’inclusione».
L’associazione spiega perché considera essenziale una valutazione frequente: «Il PEI è, per sua natura giuridica e pedagogica, uno strumento dinamico, non un atto amministrativo statico».
Un bambino o un adolescente cambia nel corso degli anni, osserva il post, e con lui possono cambiare gli obiettivi didattici, le autonomie e i bisogni comunicativi. Il timore è che mantenere lo stesso documento per più anni finisca per «cristallizzare l’alunno in una vecchia diagnosi».
C’è poi la questione delle ore di sostegno. Secondo Vorrei prendere il treno, se la modifica del PEI fosse subordinata alla presenza di nuovi elementi, potrebbe diventare più difficile chiedere risorse aggiuntive quando i bisogni cambiano. «L’onere della prova si sposta sulle famiglie o sulle scuole», scrive l’associazione, temendo che siano loro a dover avviare nuove pratiche per ottenere un adeguamento. Nel post viene richiamata anche la sentenza n. 80 del 2010 della Corte costituzionale, che ha riguardato i limiti al numero dei docenti di sostegno. La richiesta finale dell’associazione è rivolta al ministro: «L’esigenza di “semplificare i moduli cartacei” non deve essere risolta riducendo la frequenza di valutazione del diritto allo studio dell’alunno con disabilità».
E tu, lettore che ci segui, cosa ne pensi? Aggiornare il PEI solo quando emergono nuovi elementi può snellire le procedure o rischia di lasciare indietro i bisogni che cambiano? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.
di La Redazione
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Vi ringrazio per l 'articolo molto interessante.
Prendo occasione per pensarci...
E divulg9 a colleghi.
Lo studente è in divenire e il PEI è sempre soggetto a modifiche. Ma comunque tecnicamente non è possibile. Il PEI è un documento a cura del consiglio di classe, ogni anno nel 99% dei casi la composizione cambia, quindi deve essere redatto solo per la sottoscrizione. Una sottoscrizione alla quale devono apporre firma anche i genitori.
Una persona in età evolutiva cambia ogni anno..! Il PEI È da aggiornare ogni anno