Studente ferito con un coltello a scuola, si riapre il tema della prevenzione: “I controlli non bastano, serve intervenire prima che il conflitto degeneri”
Il Coordinamento chiede di rafforzare l’educazione alla legalità, la presenza di professionalità psicologiche e gli interventi di prevenzione della...

Dopo l’aggressione avvenuta il 30 settembre al Liceo Ariosto di Ferrara, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione sul tema della prevenzione della violenza nelle scuole. L’episodio, che ha coinvolto un quindicenne rimasto ferito dopo l’ingresso nell’istituto di un giovane armato di coltello, riapre secondo il CNDDU una questione che non può essere affrontata soltanto sul piano dell’emergenza.
Il Coordinamento parte da una distinzione netta tra disagio adolescenziale e violenza: “Portare un'arma tra i banchi e utilizzarla contro un'altra persona rappresenta il superamento di un limite che la comunità scolastica e le istituzioni non possono considerare come una delle possibili manifestazioni del disagio adolescenziale. Il disagio deve essere compreso e affrontato; la violenza deve essere prevenuta e contrastata con fermezza.”
Da qui nasce anche il richiamo a una risposta che non si fermi ai controlli. Le misure di sicurezza, secondo il CNDDU, possono essere necessarie nelle situazioni più delicate, ma da sole non bastano se non vengono accompagnate da un lavoro capace di intervenire prima che il conflitto degeneri.
“Le misure di controllo e di sicurezza possono rappresentare uno strumento necessario nelle situazioni a rischio, ma non possono costituire l'unica risposta. Occorre intervenire prima che il conflitto degeneri e prima che un adolescente consideri un'arma uno strumento con cui affrontare una difficoltà, un'offesa o una contrapposizione.”
È su questo terreno che il Coordinamento concentra le proprie proposte, a partire dal rafforzamento dell’educazione alla legalità. L’obiettivo indicato è rendere questi percorsi più stabili all’interno dell’offerta formativa, coinvolgendo anche le competenze specifiche dei docenti delle discipline giuridiche.
“Riteniamo pertanto necessario potenziare in modo stabile i percorsi di educazione alla legalità all'interno dell'offerta formativa, valorizzando anche le competenze specifiche dei docenti delle discipline giuridiche. La conoscenza delle regole non dovrebbe ridursi all'apprendimento formale delle norme, ma tradursi nella comprensione delle responsabilità personali, delle conseguenze delle proprie azioni e del significato concreto del rispetto delle persone e delle istituzioni.”
Accanto alla dimensione educativa, il CNDDU richiama poi il tema dell’ascolto e dell’individuazione precoce delle situazioni di fragilità. Per questo chiede una presenza più strutturata delle professionalità psicologiche nella scuola, con particolare attenzione alla gestione dei conflitti e alle tensioni che possono emergere tra gli studenti.
“L'ascolto del disagio, l'individuazione precoce delle situazioni di fragilità e il sostegno nella gestione dei conflitti possono contribuire a intercettare tensioni che, se ignorate o sottovalutate, rischiano di evolvere in comportamenti aggressivi.”
Il Coordinamento chiede quindi al Ministero dell’Istruzione e del Merito di rafforzare in modo continuativo gli interventi dedicati alla sicurezza, alla prevenzione della violenza e all’educazione alla legalità, coinvolgendo anche famiglie, servizi territoriali e istituzioni. La richiesta è quella di costruire un sistema di prevenzione che non intervenga soltanto dopo gli episodi più gravi, ma che lavori in modo stabile sulle condizioni che possono favorire situazioni di conflitto e fragilità.
di Leandro Castagna
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