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Stipendi Docenti e ATA: subito aumenti, indennità e sgravi fiscali così come richiesto da Anief perché i compensi della Scuola gridano ‘vendetta’. Ecco tutte le NOVITÁ più importanti

23 lug
Tempo di lettura: 4 min

"Chi lavora a scuola è economicamente trattato davvero male. Colpa di uno stipendio base bloccato per un decennio e che rincorre gli altri inutilmente, perché i Governi non tengono conto..."

"I lavoratori italiani stanno diventando progressivamente sempre più poveri: lo sostiene da anni il sindacato, lo confermano i dati internazionali. A ribadirlo sono anche gli economisti, che hanno analizzato gli ultimi dati stipendiali pubblicati dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.


“La perdita di potere d'acquisto degli stipendi – scrive la sezione ‘Economia e Lavoro’ del Corriere della Sera - non è soltanto il risultato dell'inflazione esplosa dopo la pandemia: affonda le radici in una stagnazione che dura da decenni e che ha progressivamente allontanato le retribuzioni italiane da quelle delle altre grandi economie europee. Il quadro più recente è particolarmente preoccupante”. “Rispetto al primo trimestre del 2021, secondo i dati Ocse, i salari reali italiani risultano ancora inferiori del 6,1%.


E il recupero, almeno nel breve periodo, non appare scontato: le stime indicano per il 2026 un'ulteriore riduzione dello 0,9%, mentre i prezzi continuano a crescere più rapidamente delle buste paga. L'Italia resta così ai vertici della classifica dei Paesi Ocse che hanno subito la maggiore perdita di potere d'acquisto”, conclude la testata giornalistica nazionale. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “lo stallo degli stipendi degli italiani è sotto gli occhi di tutti da anni. Non sorprendono i dati Ocse.


Quello che dà però ancora più fastidio è che nella mediocrità generale delle buste paga dei dipendenti ci sono raggruppamenti di lavoratori e comparti che stanno peggio degli altri. E questo è inaccettabile. Chi lavora a scuola, ad esempio, è economicamente trattato davvero male. Colpa di uno stipendio base bloccato per un decennio e che rincorre gli altri inutilmente, perché i Governi non tengono conto del gap e applicano gli stessi aumenti di altri ministeri, come le Funzioni Centrali e la Difesa, che si posizionano almeno 10 mila euro sopra l’anno”.


“Per renderci conto della gravità della situazione – continua Pacifico – basterebbe ricordare che i collaboratori scolastici e gli ATA della scuola sono pagati ancora con i livelli stipendiali del 1970. Servirebbe adeguare il mansionario e i cedolini stipendiali al nuovo lavoro, che nel frattempo è cambiato considerevolmente, con la scuola dell’autonomia che ha triplicato impegni e competenze. Invece, si continua a pagare un precario 1.200 euro netti, lasciandolo supplente anche un decennio per via di una norma sbagliata che mette in ruolo solo sui posti lasciati liberi da chi va in pensione e non su tutti i (tantissimi) posti vacanti”.


“C’è poi quella che in diversi definiscono la ‘sequenza del diavolo’ per gli scatti di anzianità: per avere il primo aumento automatico occorre attendere 8 anni, poi 6 anni per tre volte e infine altri 8 prima della pensione. Sono degli scatti troppo distanti, chiediamo aumenti automatici ogni tre anni. Senza dimenticare che ci sono fasce di docenti che guadagnano meno di altre, come chi insegna nella scuola dell’infanzia o primaria, anche se svolge più ore, o nella secondaria perché con diploma anche se ormai viene richiesta la laurea di primo livello. Per questi ultimi, come Anief chiediamo di cambiare le tabelle dei pagamenti. Per tutti i docenti e Ata, invece, occorre risalire la china attraverso aumenti mirati, indennità aggiuntive e sgravi fiscali, da applicare già con la prossima legge di bilancio”.


Nei giorni scorsi, il presidente nazionale Anief ha voluto dire la sua anche sulle indiscrezioni riguardanti l’ultima manovra della legislatura, dalle quali emergerebbe che sarebbe intenzione del Governo procedere con “la detassazione di rinnovi dei contratti e premi”. Già in anno fa a Palazzo Chigi in qualità di segretario confederale Cisal, il sindacalista Anief aveva denunciato la disparità di trattamento tra lavoratori privati e pubblici, contesto da cui scaturì la Legge n. 199 del 30 dicembre 2025.


“Oggi più di ieri – ha detto ancora Pacifico - bisogna finanziare le stesse misure per i dipendenti pubblici e soprattutto per i dipendenti della scuola sottopagati rispetto agli altri. Quello che serve è una Flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dal 2027 per redditi inferiori a 40 mila euro, operazioni che farebbe risparmiare da 400 a 800 euro di IRPEF annua, come la detassazione al 15% del lavoro straordinario, ma anche del salario accessorio fino a 1.500 euro. Poi, è evidente che servirebbe un fondo ad hoc che vada ad aggiornare l'indennità integrativa speciale all'inflazione schizzate del 15,2% in più rispetto agli stipendi degli ultimi 15 anni, indennità ferma ai valori del 2003, quando si abolì la scala mobile”.


“Serve un fondo ad hoc – ha detto sempre il leader dell’Anief - per la valorizzazione del personale scolastico, in modo da iniziare a colmare un gap ormai che ha superato diecimila euro annui rispetto al salario dei dipendenti dei ministeri. Serve, per i dipendenti della scuola, il riconoscimento del lavoro usurante, il burnout, oltre che una finestra per pre-pensionamenti senza penalità. Come servirebbe – ha concluso Pacifico - abolire la trattenuta mensile del 2,5% sul TFR, in ragione del fatto che deve essere interamente a carico del datore di lavoro, e che risulta già essere un terzo in meno del TFS”.

di La Redazione



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