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Professore accoltellato dopo una sigaretta negata: condannato a cinque anni e mezzo l’aggressore

40 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Il docente del liceo Brocchi rischiò la vita a Bassano del Grappa. Al processo ha scelto di non costituirsi parte civile. Riconosciuto all’imputato un vizio parziale di mente.

Roberto Betto, professore del liceo Brocchi, non conosceva l’uomo che lo colpì alle spalle mentre camminava per Bassano del Grappa. A precedere l’aggressione, secondo la ricostruzione della vicenda, era stata la richiesta di una sigaretta, alla quale il docente aveva risposto di no.


A poco più di un anno dai fatti, il tribunale di Vicenza ha condannato Alberto Zago, 34 anni, originario di Quinto di Treviso, a cinque anni e sei mesi di reclusione per tentato omicidio. La sentenza è stata pronunciata il 7 ottobre; la notizia è stata diffusa il giorno successivo.


L’aggressione e l’intervento per rimuovere la lama

Era la mattina del 25 agosto 2025, intorno alle 7.30. Betto percorreva viale XI Febbraio, nei pressi della stazione ferroviaria, quando venne aggredito. Dopo il colpo, l’assalitore si allontanò e alcuni passanti diedero l’allarme.


La ferita richiese un delicato intervento all’ospedale San Bortolo di Vicenza: i medici dovettero rimuovere i frammenti di una lama in ceramica rimasti nel corpo del professore, a pochi millimetri dall’aorta e dal midollo spinale.

Per rintracciare l’aggressore fu decisiva la segnalazione di Fabio Gortan, un tassista che lo riconobbe dalle scarpe rosse. I carabinieri lo arrestarono il giorno dopo. Il contributo del tassista è stato poi premiato durante la cerimonia di San Bassiano.

La decisione del docente e il confronto sulle perizie

Betto ha scelto di non costituirsi parte civile, rinunciando a chiedere un risarcimento nel processo. Una scelta che anche la controparte ha descritto come un gesto di «grande umanità».

Il giudizio immediato ha visto un confronto tra perizie discordanti sulle condizioni psichiatriche dell’imputato e sulla sua capacità di intendere e di volere.

La pubblico ministero Ginevra Virginia Sturmann aveva chiesto dieci anni di carcere. Il collegio ha riconosciuto le attenuanti generiche e un vizio parziale di mente, stabilendo una pena di cinque anni e mezzo. Zago si trova in custodia cautelare nel carcere di Vicenza.

Sono stati disposti anche due anni di libertà vigilata, con l’obbligo di frequentare il Centro di salute mentale.

La difesa sostiene invece che il vizio di mente fosse totale. L’avvocato Alberto Villanova ha dichiarato: «Zago non ricordava nulla, scoprì quello che aveva fatto solo dai giornali». Il legale valuterà se presentare appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza.

di La Redazione


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