Nuovo concorso docenti in arrivo? Il MIM prepara le aule, ma il bando ancora non c’è: requisiti e possibili posti
Le scuole devono censire e collaudare le postazioni informatiche entro il 31 ottobre. La macchina organizzativa si rimette in moto, mentre circa 9mila posti rimasti scoperti alimentano l’ipotesi di una nuova procedura. Ma alcuni elementi decisivi non sono ancora noti.

Un nuovo concorso docenti potrebbe essere bandito nei prossimi mesi? Il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha ancora fornito una data né comunicato il numero dei posti, ma un primo segnale è arrivato.
Con la nota n. 8087 del 5 ottobre 2026, il MIM ha avviato il censimento e il collaudo delle aule informatizzate da utilizzare per le procedure concorsuali dell’anno scolastico 2026/27.
Le operazioni si svolgeranno dall’8 al 31 ottobre e serviranno a verificare la disponibilità delle postazioni e il loro corretto funzionamento.
La ricognizione rappresenta un passaggio organizzativo necessario per lo svolgimento delle prove computer based, ma non equivale alla pubblicazione di un bando.
Al momento non sono state aperte le domande e non esiste ancora un calendario ufficiale delle prove.
Circa 9mila posti rimasti scoperti
A rendere plausibile una nuova procedura concorsuale contribuisce anche il numero dei posti che non è stato possibile coprire con le assunzioni per l’anno scolastico 2026/27.
Si parla di circa 9mila disponibilità rimaste senza aspiranti utilmente collocati nelle graduatorie. Il Ministero, tuttavia, non ha ancora pubblicato il dettaglio per regione e classe di concorso.
Questi posti non possono essere considerati automaticamente quelli di un prossimo bando. Per avviare una nuova procedura sarà necessario definire il fabbisogno effettivo, tenendo conto delle graduatorie ancora valide, dei pensionamenti, dei posti vacanti e delle autorizzazioni alle assunzioni.
Dopo la stagione dei concorsi legati al PNRR, il Ministero potrebbe scegliere una procedura più mirata, limitata alle classi di concorso nelle quali le graduatorie risultano esaurite o insufficienti. Al momento, però, non è possibile stabilire se si tratterà di un concorso ampio oppure di una selezione circoscritta alle effettive carenze.
Cambiano anche i punteggi dei titoli
Un altro passaggio preparatorio riguarda la revisione delle tabelle di valutazione dei titoli allegate ai decreti ministeriali n. 205 e 206 del 2023.
Il CSPI ha espresso il proprio parere il 7 ottobre, valutando positivamente l’impianto della revisione e formulando alcune osservazioni. Si attende ora il decreto definitivo del Ministero.
Le modifiche interesseranno le prossime procedure concorsuali, senza cambiare i punteggi già attribuiti nei concorsi conclusi o nelle graduatorie già pubblicate.
Chi potrebbe partecipare
I requisiti dovranno essere confermati dal nuovo bando. Sulla base della normativa vigente, per la scuola dell’infanzia e primaria possono partecipare coloro che possiedono:
la laurea in Scienze della formazione primaria;
il diploma magistrale con valore abilitante, conseguito entro l’anno scolastico 2001/02.
Per i posti comuni della scuola secondaria è necessario possedere:
l’abilitazione nella specifica classe di concorso;
oppure
il titolo di studio richiesto per la classe di concorso e almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, svolti negli ultimi cinque anni nelle scuole statali, di cui almeno uno specifico.
Il requisito deve essere posseduto entro la scadenza stabilita per la presentazione della domanda.
Il nodo dei titoli per gli ITP
Per gli insegnanti tecnico-pratici la data del bando sarà determinante. La disciplina transitoria consente di partecipare con il diploma tecnico o professionale previsto per la relativa classe di concorso alle procedure bandite entro il 31 dicembre 2026.
Per i concorsi banditi dal 1° gennaio 2027, invece, entreranno in vigore i nuovi requisiti: laurea triennale, diploma AFAM di primo livello, titolo equipollente o equiparato oppure uno dei diplomi ITS Academy previsti dalla normativa.
Non conta quindi soltanto l’anno nel quale il candidato ha conseguito il diploma: sarà decisiva anche la data di pubblicazione del bando.
Concorso sul sostegno
Per partecipare sui posti di sostegno è richiesta la specializzazione relativa allo specifico grado di istruzione.
La disciplina dei precedenti concorsi ha consentito la partecipazione con riserva anche a chi aveva conseguito il titolo all’estero e presentato la domanda di riconoscimento entro la scadenza del bando. Le condizioni effettive dovranno comunque essere verificate nel testo della prossima procedura.
Cosa manca prima del bando
Il censimento delle aule dimostra che il Ministero sta predisponendo le condizioni tecniche necessarie per le prossime prove. Non permette però di conoscere:
quando sarà pubblicato il bando;
quanti posti saranno disponibili;
quali regioni e classi di concorso saranno coinvolte;
quando si svolgeranno le prove;
se la procedura sarà nazionale oppure concentrata sulle graduatorie prive di candidati.
Il prossimo passaggio da attendere è quindi il provvedimento del Ministero. Soltanto il bando permetterà di conoscere posti, scadenze e requisiti definitivi.
A te, docente che attendi il prossimo concorso, per quale classe di concorso e regione vorresti fosse pubblicato il bando? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.
di La Redazione
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