Francia, studenti ancora in rivolta: lezioni sospese in 375 istituti, oggi nuove proteste
La mobilitazione prosegue giovedì 8 ottobre. I rappresentanti dei ragazzi chiedono un incontro con il premier Lecornu: le risposte annunciate per fine mese non bastano a fermare la protesta.

La protesta degli studenti francesi continua oggi, giovedì 8 ottobre, con una nuova giornata di blocchi e manifestazioni. Nelle prime rilevazioni della mattina, il ministero dell’Istruzione indica 375 istituti con attività sospese totalmente o in parte: 224 licei completamente chiusi e 151 riaperti solo parzialmente. Il dato è provvisorio e riguarda l’avvio della giornata.
Rispetto alla stessa ora di ieri, il ministero segnala una diminuzione delle interruzioni di circa il 30%. La mobilitazione, però, prosegue: liceali e universitari hanno indetto quello che chiamano il quarto atto della protesta, sostenuti anche da diversi sindacati dell’istruzione.
A Parigi un nuovo appuntamento alla Bastiglia
Il programma diffuso dalle organizzazioni studentesche prevede blocchi davanti a licei e campus durante la mattina, poi raduni davanti alle prefetture dell’Île-de-France tra mezzogiorno e le 14. A Parigi l’appuntamento è alle 15 in place de la Bastille.
Gli incontri con il governo non hanno soddisfatto i rappresentanti dei ragazzi, che chiedono ora di essere ricevuti direttamente dal primo ministro Sébastien Lecornu la prossima settimana, per presentare proposte accompagnate da una stima delle risorse necessarie.
Perché gli studenti protestano
Al centro delle richieste ci sono la carenza di insegnanti, la mancata sostituzione dei docenti assenti, le classi sovraffollate e gli edifici deteriorati. I manifestanti contestano anche giornate di lezione considerate troppo lunghe e chiedono cambiamenti a Parcoursup, la piattaforma per l’accesso all’istruzione superiore, giudicata poco trasparente e diseguale.
La protesta riguarda dunque le condizioni in cui si studia e le possibilità di proseguire il percorso dopo il liceo. Accanto agli studenti si sono schierati insegnanti e organizzazioni sindacali, che sollecitano maggiori risorse per la scuola pubblica.
Lecornu promette decisioni entro fine ottobre
Nell’intervento televisivo di mercoledì sera, 7 ottobre, Lecornu ha riconosciuto le preoccupazioni dei giovani e confermato che le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine del mese. Sono previsti anche momenti di confronto all’interno dei licei, con ore senza lezioni dedicate all’ascolto di studenti e personale.
È proprio l’attesa di misure concrete a mantenere aperto il confronto: le organizzazioni studentesche chiedono risposte prima di interrompere la mobilitazione.
Le indagini sugli interventi della polizia
Restano intanto le tensioni per gli scontri dei giorni precedenti. Il 7 ottobre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato la sospensione delle granate stordenti nelle proteste studentesche, dopo che un quindicenne ha perso una mano a Lens. Sulle circostanze del ferimento sono in corso accertamenti.
Il bilancio comunicato ieri dal ministro contava 6.629 fermi dall’inizio della mobilitazione, con 215 studenti, 89 membri del personale scolastico e 761 appartenenti alle forze dell’ordine feriti. Sono cifre riferite ai giorni precedenti: il bilancio delle manifestazioni di oggi deve ancora essere definito.
di La Redazione
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