Affitti, possibile Iva al 5%: chi potrebbe risparmiare 600 euro l’anno
Il taglio non riguarderebbe tutti i contratti. Per capire chi ne beneficerebbe bisogna partire da come viene tassato l’affitto.

Pagare meno per la casa grazie a una riduzione dell’imposta applicata al canone. È l’ipotesi che Maurizio Leo, viceministro dell’Economia e delle Finanze, aveva prospettato già a luglio durante la presentazione del Rapporto dell’Agenzia del Demanio: abbassare dal 10% al 5% l’Iva su determinate locazioni residenziali. La proposta resta subordinata alle risorse disponibili: non è ancora uno sconto approvato per la Manovra 2027.
L’Iva, l’imposta sul valore aggiunto, quando si applica all’affitto viene aggiunta al canone. Ma chi prende casa in affitto da un proprietario privato, al di fuori di un’attività d’impresa, non paga questa imposta. In quel caso, quindi, la riduzione non produrrebbe un risparmio diretto. Anche quando il proprietario è un’impresa, l’Iva non scatta automaticamente. La normativa prevede, come regola generale, l’esenzione per le locazioni abitative. L’articolo 10 del DPR 633/1972 consente però di scegliere l’applicazione dell’imposta, dichiarandolo nel contratto, alle imprese che hanno costruito o ripristinato l’immobile. La possibilità riguarda anche gli alloggi sociali, abitazioni destinate a rispondere al bisogno abitativo di persone e famiglie in difficoltà. Per queste locazioni soggette a Iva l’aliquota è del 10%.
Il risparmio si può spiegare con un esempio. Se il contratto prevede 1.000 euro di canone mensile, ai quali aggiungere l’Iva, oggi l’inquilino paga 1.100 euro. Con l’aliquota al 5%, mantenendo invariato il canone, pagherebbe 1.050 euro. La differenza sarebbe di 50 euro al mese, cioè 600 euro l’anno.
Non sarebbe un contributo versato sul conto corrente, ma una minore imposta da pagare. E i 600 euro non rappresentano un tetto: il beneficio crescerebbe o diminuirebbe in base al canone. Su 600 euro mensili, sempre prima dell’Iva, il risparmio sarebbe di 360 euro annui. Resta da chiarire a chi verrebbe riservato il taglio. Nelle dichiarazioni di Leo, il riferimento agli under 36 riguarda gli eventuali incentivi per acquistare la prima casa. Non consente di affermare che la riduzione dell’Iva sugli affitti sarà limitata agli under 35. Requisiti, esclusioni e data di partenza dovranno risultare dal testo normativo.
Per chi paga un affitto, dunque, il primo elemento da controllare è il contratto: il canone prevede l’aggiunta dell’Iva oppure no? Solo nel primo caso l’eventuale riduzione potrebbe incidere direttamente sulla spesa. Al momento non ci sono domande da presentare e le condizioni del contratto restano quelle in vigore.
di La Redazione
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