INDIRE, ritardi su progressioni, risorse e stabilizzazioni. FLC CGIL: "Il rischio è che questo sia l’ennesimo anno perso per il personale"
Il sindacato denuncia ritardi su progressioni, valorizzazione professionale, stabilizzazioni e utilizzo delle risorse già stanziate. Chiesto anche il rinnovo delle...

Resta alta la tensione all’INDIRE. La FLC CGIL conferma lo stato di agitazione del personale, proclamato lo scorso 11 giugno, e chiede il rinnovo delle procedure di raffreddamento e conciliazione. Al centro della protesta ci sono le condizioni di lavoro, la valorizzazione professionale, le progressioni di carriera, le stabilizzazioni e il sistema delle relazioni sindacali.
"La FLC CGIL Nazionale, preso atto del permanere di gravi criticità riguardanti le condizioni di lavoro, la valorizzazione professionale del personale e il sistema delle relazioni sindacali presso INDIRE, conferma lo stato di agitazione del personale dell'Istituto proclamato l’11 giugno 2026 e ha chiesto il rinnovo delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa vigente.
La decisione si rende necessaria a fronte della persistente assenza di soluzioni concrete su questioni da tempo poste all'attenzione dell'amministrazione e più volte oggetto di trattativa sindacale, senza che agli impegni assunti e ribaditi nei tavoli tecnici di confronto siano seguiti atti conseguenti e risolutivi.
L’amministrazione di INDIRE non tiene conto di aver accumulato un ritardo pluriennale rispetto ai riconoscimenti e alle opportunità che deve garantire a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, e appare indifferente allo stato di frustrazione del personale, ulteriormente acuito dalle promesse disattese e dalle protratte sospensioni nel dialogo sindacale. Dallo sciopero del 30 giugno sono trascorsi quasi tre mesi: la fine dell’anno si avvicina e il rischio è che questo sia l’ennesimo anno perso per il personale.
Pertanto, la FLC CGIL torna a denunciare:
● l’estremo ritardo nell'attivazione delle procedure di valorizzazione professionale del personale tecnico-amministrativo (mai, dalla fondazione dell’ente, sono state realizzate progressioni di livello per il personale tecnico amministrativo - ex art. 54 del CCNL), nonostante la disponibilità delle relative risorse economiche e la presenza di lavoratrici e lavoratori che attendono da anni il riconoscimento della propria crescita professionale;
● il mancato utilizzo e la mancata distribuzione delle risorse aggiuntive stanziate dalla Legge di Bilancio 2022 a favore del personale dell'ente, con particolare riferimento alle somme destinate alla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo e alle progressioni del personale ricercatore e tecnologo (ex art. 15);
● le diffuse condizioni di sottoinquadramento professionale e la mancata definizione di adeguati percorsi di sviluppo di carriera per il personale che da anni svolge mansioni di elevata complessità e responsabilità;
● l'assenza di un quadro programmatico chiaro sulle stabilizzazioni del personale precario in
possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente;
● i limiti all’autonomia della Ricerca, con particolare riferimento al nuovo Regolamento di organizzazione e alle sue ricadute sulle condizioni di lavoro, sulle funzioni e sulle prospettive
professionali del personale.
La FLC CGIL ritiene non più rinviabile un salto di qualità nel confronto finalizzato all'individuazione di soluzioni concrete e tempestive per il superamento delle criticità sopra richiamate.
In assenza di risposte adeguate e di impegni concreti da parte dell'amministrazione, la FLC CGIL si riserva di promuovere tutte le ulteriori iniziative di mobilitazione e di lotta sindacale ritenute necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dell'ente.
di La Redazione
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