Docenti precari, tre strade per il ruolo: doppio canale, nuove GaE o GUPIR con 12 punti per il concorso
Tre modelli alternativi, la proposta amplia il progetto già presentato nei mesi scorsi e introduce una novità destinata a riaprire il confronto...

Il Comitato Precari Uniti per la Scuola amplia la propria proposta di riforma del reclutamento dei docenti e indica tre possibili strade per superare il ricorso strutturale alle supplenze: doppio canale, riapertura delle Graduatorie ad esaurimento oppure istituzione di una Graduatoria unica provinciale di immissione in ruolo. Lo scorso agosto avevamo già illustrato il progetto che prevedeva il doppio canale oppure, in alternativa, la GUPIR. La nuova versione aggiunge una terza possibilità: la riapertura e la riorganizzazione delle GaE.
Prima ipotesi: doppio canale tra GPS e concorsi
La prima strada prevede di affiancare alle procedure concorsuali un secondo canale di accesso al ruolo fondato sul servizio e sull’esperienza maturata nella scuola.
Nella petizione originaria il modello era costruito destinando il 50% dei posti alle GPS di prima e seconda fascia, per i docenti con almeno 36 mesi di servizio, e il restante 50% ai concorsi, attraverso lo scorrimento delle graduatorie di vincitori e idonei. Il doppio canale manterrebbe quindi distinti i due percorsi: da una parte la selezione concorsuale, dall’altra una procedura rivolta a chi ha già maturato esperienza professionale attraverso le supplenze.
Seconda ipotesi: riaprire e riorganizzare le GaE
La novità principale riguarda le Graduatorie ad esaurimento. La proposta ipotizza la loro riapertura e una nuova articolazione basata sul titolo di accesso, individuato nell’abilitazione o nella specializzazione.
All’interno delle graduatorie sarebbero poi valutati anche i titoli e il servizio maturato dai docenti. Il modello riporterebbe quindi al centro del reclutamento uno strumento che, per sua stessa natura, era stato chiuso a nuovi inserimenti.
Restano però da definire alcuni aspetti decisivi: quali abilitati potrebbero entrare, come sarebbero organizzate le fasce, quale rapporto avrebbero le nuove GaE con le GPS e con le graduatorie concorsuali e quanti posti sarebbero destinati a questo canale.
Terza ipotesi: una graduatoria unica provinciale
La terza soluzione è la GUPIR, Graduatoria unica provinciale di immissione in ruolo. Gli aspiranti sarebbero ordinati su base provinciale attraverso il punteggio previsto dall’attuale tabella ministeriale. La proposta riconosce inoltre una maggiorazione di 12 punti a chi ha superato o vinto un concorso ordinario. In questo modo il risultato concorsuale continuerebbe ad avere un peso, ma verrebbe valutato insieme al servizio e agli altri titoli.
Rispetto al doppio canale, la differenza è sostanziale. Il primo manterrebbe separate la procedura concorsuale e quella basata sulle graduatorie; la GUPIR riunirebbe invece i candidati in una stessa graduatoria provinciale, ordinandoli attraverso un punteggio comune.
Tre modelli diversi, non tre misure da applicare insieme
Il doppio canale, le nuove GaE e la GUPIR vengono presentati come percorsi alternativi. Non si propone quindi di attivarli contemporaneamente, ma di scegliere quale modello possa garantire un equilibrio tra esperienza maturata, titoli posseduti e procedure selettive superate. Per trasformare una delle tre ipotesi in una procedura realmente applicabile bisognerebbe stabilire la platea dei beneficiari, la percentuale dei posti, il rapporto con le graduatorie già esistenti e le regole della fase transitoria.
Occorrerebbe inoltre chiarire come evitare sovrapposizioni tra idonei dei concorsi, docenti inseriti nelle GPS, abilitati, specializzati e precari con più anni di servizio.
Il Comitato riassume così il senso dell’iniziativa: “La proposta c’è. Le alternative sono chiare. Ora tocca alla politica scegliere e decidere”.
Comunicato integrale
A te, docente precario, quale delle tre soluzioni ritieni più equa: il doppio canale, la riapertura delle GaE oppure una graduatoria unica provinciale? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.
di Claudio Castagna
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