Carta del docente anche ai precari, il Tribunale di Vicenza condanna il Ministero: 2.500 euro più interessi a un insegnante per cinque anni di supplenze
Il giudice del lavoro riconosce il diritto alla Carta del docente per le supplenze dal 2018/19 al 2022/23, richiamando la Cassazione: è discriminatorio escludere i docenti precari dal...

Cinque anni di supplenza e 2.500 euro di Carta docente da recuperare. Arriva dal Tribunale del lavoro di Vicenza una nuova pronuncia sul riconoscimento del bonus per la formazione anche al personale precario. Il giudice ha accolto il ricorso di un insegnante, assistito dai legali Anief, che aveva svolto supplenze negli anni scolastici 2018/19, 2019/20, 2020/21, 2021/22 e 2022/23, condannando il Ministero ad accreditargli complessivamente 2.500 euro, oltre alla maggior somma tra interessi e rivalutazione.
Il richiamo alla Cassazione
Nelle motivazioni il Tribunale richiama quanto già stabilito dalla Corte di Cassazione sulla comparabilità, ai fini della Carta docente, del lavoro svolto dai precari e da chi è assunto a tempo indeterminato: “la prestazione del docente precario è sovrapponibile – ai fini dell’applicazione del beneficio in parola – a quella del docente di ruolo, divenendo discriminatorio, e quindi illegittimo, il differente trattamento rispetto a quest’ultimo”.
La stessa Cassazione, ricorda la sentenza, ha precisato a quali incarichi si applica il principio: “la Carta Docente di cui all’art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8 [...] o incarichi per docenza fino al termine delle attività didattiche, ovverosia fino al 30.6”.
LE CONCLUSIONI DEL TRIBUNALE DI VICENZA
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria o diversa istanza e deduzione disattesa o assorbita:
- condanna il Ministero resistente a costituire in favore della parte ricorrente XXXXXXXXXXX, con le modalità e le funzionalità di cui agli artt. 2, 5, 6 e 8 del DPCM 28 novembre 2016 (GU n. 281 del 1-12-2016), la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all’art. 1, co. 121, Legge 107/2015, con accredito/assegnazione sulla detta Carta della somma pari a complessivi € 2.500,00, oltre alla maggior somma tra interessi e rivalutazione dal dovuto al saldo, da spendersi non oltre il 24° mese decorrente dalla data di costituzione della Carta stessa;
- condanna parte resistente alla rifusione delle spese di lite sostenute dalla parte ricorrente a tale titolo liquidando la complessiva somma di € 1300,00, oltre a € 49,00 per esborsi, oltre a spese generali ed accessori di legge (iva e cpa), con distrazione in favore dei difensori antistatari."
di La Redazione
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