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"DIRITTI NEGATI AL PERSONALE PRECARIO DELLA SCUOLA", ANIEF RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO

Anief intende chiedere di estendere anche al personale precario della scuola alcuni diritti negati, tra i quali assegnare gli arretrati relativi alla mancata applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale piena negli ultimi due anni


Molte le domande lecite che il giovane sindacato ANIEF porrà al giudice del lavoro per chiedere, con appositi ricorsi pro-supplenti, di estendere anche al personale precario della scuola gli arretrati relativi alla mancata applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale piena negli ultimi due anni durante i quali l’inflazione ha ridotto ancora di più il potere di acquisto delle buste paga del personale.

Perché i precari della scuola non hanno diritto all’anticipo contrattuale 2022-2024? Perché l’assegno una tantum è riservato solo al personale docente, Ata ed educativo di ruolo, dimezzando in questo modo l’aumento di dicembre di 200 euro lordi in più al mese? Perché si continuano a considerare i supplenti dei lavoratori di serie B? Perché la direttiva europea 70/99, entrata da tempo nel nostro ordinamento giudiziario, continua ad essere calpestata dal legislatore?


“L’anno scorso ha spiegato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è stato dato un assegno una tantum di 1,5 anziché adeguare l’indice della vacanza contrattuale. Quest’anno Anief è stata finalmente ascoltata e l’indice è stato adeguato e moltiplicato per 6,7: avremo così aumenti medi mensili del 3,5% da gennaio prossimo, circa 65 euro. A fine 2023 invece i docenti e il personale amministrativo, anche i collaboratori scolastici, avranno l’assegno pro rata da 650 a 1.300 euro. Solo che l’una tantum per il 2022 non è stata adeguata e per questo partiranno le diffide Anief per recuperare 700-800 euro. Inoltre, anche in quest’occasione i precari sono stati discriminati e per questo motivo stiamo proponendo dei ricorsi per tutti i supplenti che hanno prestato servizio a partire dal 1° gennaio 2022, così da recuperare fino a 1.500 euro a lavoratore, ancora di più perché l’Italia ha fatto proprio, nell’ordinamento giudiziario, il principio di parità di trattamento sancito dalla direttiva europea 70/99”.


Il sindacato crede molto in questa ennesima battaglia per la salvaguardia dei diritti di centinaia di migliaia di lavoratori della scuola: fanno ben sperare, inoltre, l’esito positivo della vertenza sul recupero dell’una tantum anche per i precari, gli ultimi successi Anief in Tribunale ottenuti con la Carta del docente, con la ricostruzione della carriera, con le ferie non godute e con gli scatti stipendiali: tutti diritti lesi, sui quali sempre più giudici si esprimono favorevolmente ai precari.




di CLAUDIO CASTAGNA


contatti: redazione@ascuolaoggi.it - info@ascuolaoggi.it


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