Viaggi d’istruzione, urge garantire il trasporto accessibile agli studenti con disabilità. La proposta del CNDDU
La proposta al ministro Valditara prevede una verifica preventiva del trasporto accessibile per uscite didattiche e viaggi d’istruzione...

Un viaggio d’istruzione dovrebbe cominciare molto prima della partenza, soprattutto quando nella classe c’è uno studente con disabilità. Non basta trovare un autobus definito “accessibile” e scoprire soltanto alla fine se sia davvero adatto alle sue necessità. Dopo il caso segnalato in Sicilia da una famiglia che avrebbe incontrato difficoltà nel consentire alla figlia di partecipare alle attività scolastiche per l’assenza di un mezzo adeguatamente attrezzato, il CNDDU porta la questione all’attenzione del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Per il Coordinamento, la verifica deve avvenire quando il viaggio viene progettato, non a ridosso della partenza. “Se le esigenze di mobilità di uno studente sono conosciute dalla scuola, l’accessibilità del trasporto non può essere verificata quando l’itinerario è già definito, il servizio è stato individuato o la partenza è imminente. Deve entrare nella programmazione fin dal momento in cui l’attività viene progettata”. Uscite didattiche, visite guidate e viaggi d’istruzione fanno parte della progettazione educativa della scuola e devono quindi essere organizzati considerando la composizione reale della classe. Il CNDDU richiama la legge 67/2006 sulla tutela delle persone con disabilità dalle discriminazioni, la legge 18/2009 di ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e il decreto legislativo 66/2017 sull’inclusione scolastica. Anche la disciplina relativa al PEI considera la partecipazione alle uscite didattiche, alle visite guidate e ai viaggi d’istruzione.
La questione diventa molto concreta nel momento in cui si sceglie il mezzo. “La generica disponibilità di un autobus indicato come accessibile non è di per sé sufficiente. Prima dell’affidamento occorre poter accertare che il mezzo sia effettivamente compatibile con le necessità dello studente e che le dotazioni previste siano concretamente utilizzabili nelle condizioni in cui si svolgerà il viaggio”. La famiglia deve naturalmente essere coinvolta per conoscere le specifiche esigenze dell’alunno. Ma da qui a lasciare ai genitori il compito di rendere possibile il viaggio c’è una distanza che, per il Coordinamento, non dovrebbe essere superata. “Non dovrebbe essere il genitore, una volta definito il viaggio, a dover cercare autonomamente un mezzo alternativo o una soluzione che renda possibile la partecipazione del proprio figlio a un’attività programmata dalla scuola”.
Per il 2026 sono stati ripartiti 100 milioni di euro ai Comuni delle Regioni a statuto ordinario, della Sicilia e della Sardegna per incrementare il trasporto verso la sede scolastica degli studenti con disabilità privi di autonomia. Si tratta però di risorse destinate alla frequenza scolastica ordinaria, non specificamente ai viaggi d’istruzione. Il dato dei 100 milioni trova conferma nel decreto del 18 maggio 2026 pubblicato dal Ministero dell’Interno.
Da qui la proposta che il CNDDU rivolge a Valditara: una procedura uguale per tutte le scuole, da utilizzare prima di affidare il servizio di trasporto. “Il CNDDU propone al Ministro l’adozione di un modello nazionale di verifica preventiva dell’accessibilità, utilizzabile dalle scuole prima dell’affidamento del trasporto”. Lo strumento dovrebbe consentire di controllare in anticipo l’idoneità del mezzo e definire con maggiore chiarezza i compiti di scuola, famiglia, operatori del trasporto ed eventuali enti territoriali. Il Coordinamento propone anche una ricognizione attraverso gli Uffici scolastici regionali per capire quanto sia difficile, nelle diverse zone del Paese, reperire mezzi accessibili e quali siano gli eventuali maggiori costi sostenuti dalle scuole. “Prima di ipotizzare ulteriori misure, è infatti necessario conoscere la consistenza del problema, le differenze territoriali, l’effettiva disponibilità dei servizi e gli eventuali maggiori costi sostenuti dalle scuole”.
Il senso della proposta, alla fine, sta tutto in una frase. Ed è quella che terrei per ultima: “l’accessibilità non dovrebbe iniziare davanti alla portiera dell’autobus: dovrebbe essere già presente negli atti con cui quell’autobus viene scelto”.
di La Redazione
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