Viaggi d’istruzione, 70 docenti su 87 del Liceo Galilei di Trento non danno disponibilità: il CNDDU chiede tutele e riconoscimenti economici
Il CNDDU sostiene i 70 insegnanti su 87 del Liceo scientifico Galileo Galilei di Trento che hanno dichiarato la propria indisponibilità ad accompagnare gli studenti nei viaggi d’istruzione...

Settanta insegnanti su 87 del Liceo scientifico Galileo Galilei di Trento hanno dichiarato di non essere disponibili ad accompagnare gli studenti nei viaggi d'istruzione. Una decisione collettiva che riaccende il confronto sulle responsabilità dei docenti, sui compensi previsti e sulle condizioni di lavoro durante le uscite scolastiche.
A schierarsi dalla parte degli insegnanti è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che esprime il proprio pieno sostegno alla mobilitazione e chiede un intervento del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
“Una decisione collettiva che non può essere liquidata come un comportamento ostruzionistico, poiché denuncia una questione professionale di evidente rilevanza: la crescente assunzione di responsabilità giuridiche e organizzative senza un corrispondente adeguamento delle condizioni contrattuali, economiche e delle garanzie riconosciute al personale”, sottolinea il Coordinamento. Accompagnare gli studenti in viaggio, infatti, significa assumersi obblighi di vigilanza che si estendono ai trasferimenti, ai pernottamenti e a situazioni non sempre prevedibili.
Il CNDDU richiama l'articolo 2048 del Codice civile, relativo alla responsabilità degli insegnanti per i fatti illeciti commessi dagli allievi sottoposti alla loro vigilanza, e l'articolo 1218 sugli obblighi contrattuali dell'istituzione scolastica, oltre alla normativa sulla sicurezza. “Il CNDDU considera inaccettabile che prestazioni così impegnative continuino a dipendere prevalentemente dalla disponibilità personale degli insegnanti. La programmazione di un viaggio non determina automaticamente un obbligo individuale di accompagnamento, la cui esigibilità deve trovare fondamento nelle disposizioni normative e contrattuali applicabili”.
A rendere ancora più delicata la questione sono i compensi previsti dall'accordo provinciale del 23 gennaio 2025: 70 euro per i viaggi senza pernottamento e 100 euro per quelli con pernottamento. Importi sui quali il Coordinamento solleva interrogativi, considerando la durata dell'impegno e le responsabilità assunte. “Il riconoscimento economico non può ridursi a una previsione formale che prescinda dalle effettive condizioni della prestazione”.
Il CNDDU interviene anche sulle dichiarazioni dell'assessora provinciale all'Istruzione, Francesca Gerosa, riportate dalla stampa, contestando qualsiasi lettura della protesta come un comportamento ricattatorio nei confronti dell'amministrazione o degli studenti. “La mancata disponibilità ad assumere incarichi non obbligatori non può essere assimilata a un inadempimento né qualificata come una forma di ricatto per le conseguenze che produce sulla programmazione scolastica. Se un'attività richiede prestazioni ulteriori, spetta all'amministrazione garantirne preventivamente le condizioni di svolgimento, senza pretendere che il personale supplisca attraverso il proprio senso di responsabilità a eventuali insufficienze organizzative”. La mobilitazione trentina, preceduta da quella altoatesina, viene considerata dal Coordinamento il segnale di un problema che riguarda l'intera categoria. L'aumento delle responsabilità, degli adempimenti e del lavoro svolto oltre l'orario di lezione, secondo il CNDDU, non è stato accompagnato da un adeguato riconoscimento economico e contrattuale.
Da qui l'appello al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova un'iniziativa nazionale, nel rispetto delle autonomie territoriali, per ridefinire gli incarichi aggiuntivi, chiarire i confini delle responsabilità e garantire compensi proporzionati alle prestazioni richieste. “Occorre aprire un confronto contrattuale con obiettivi vincolanti, risorse individuate e tempi certi, superando una regolamentazione che lascia irrisolti aspetti essenziali della tutela professionale”. Il Coordinamento respinge inoltre qualsiasi pressione, anche indiretta, volta a ottenere la disponibilità degli insegnanti facendo leva sulle possibili conseguenze per l'offerta formativa. “Nessuna esigenza organizzativa può creare obblighi individuali non previsti dalla disciplina applicabile, né giustificare l'attribuzione al docente di responsabilità che competono all'amministrazione”.
Per il CNDDU, dunque, la protesta del Galilei non può essere archiviata come una controversia locale, né risolta attraverso un semplice invito agli insegnanti a tornare sui propri passi. “Quando una maggioranza così ampia di insegnanti ritira la propria disponibilità, non è sufficiente sollecitarne il ripristino: occorre modificare le condizioni che hanno determinato quella decisione”. E conclude con un richiamo alle responsabilità dell'amministrazione: “la responsabilità giuridica non può gravare sui docenti senza un corrispondente sistema di garanzie, così come l'amministrazione non può pretendere prestazioni aggiuntive senza assumersi gli obblighi organizzativi ed economici che ne derivano. È su questo terreno che si misura la concreta volontà di intervenire sulle condizioni del lavoro docente. Ogni ulteriore rinvio significherebbe lasciare irrisolto un conflitto del quale le istituzioni conoscono ormai chiaramente le cause”.
di La Redazione
Pensioni scuola 2027, domande da oggi al 21 ottobre: requisiti e date da ricordare
Bonus fino a 1.500 euro per privati e 8.000 per condomìni per le colonnine domestiche: Al via alle domande, c'è tempo fino al 31 gennaio (Decreto PDF)
Congedo straordinario per assistere un familiare disabile: chi ne ha diritto e quando si può parlare di abuso




.jpg)
.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)




















.jpg)
Commenti