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TFS, docenti e ATA: liquidazione anche dopo anni. La Corte Costituzionale boccia il sistema, Anief propone la diffida

La Consulta ha già giudicato illegittimo il sistema di pagamento differito del TFS e ha dato tempo fino al 2027 per intervenire. Anief mette a disposizione due modelli di diffida per sollecitare l’INPS...

Il TFS (Trattamento di Fine Servizio) è, in pratica, la liquidazione dei dipendenti pubblici: una somma che spetta alla fine del lavoro. A differenza del settore privato, però, non viene sempre pagata subito e può arrivare anche dopo mesi o anni, spesso in più rate.

Proprio su questo sistema è intervenuta la Corte Costituzionale, che lo ha già giudicato incompatibile con i principi costituzionali. In questo contesto, Anief mette a disposizione due modelli di diffida per sollecitare il pagamento e tutelare i lavoratori in attesa della liquidazione.

"La Corte Costituzionale ha già una volta riscontrato che il sistema di pagamento differito e rateizzato del Trattamento di fine servizio dei dipendenti pubblici è incompatibile con l'articolo 36 della Costituzione, che garantisce una retribuzione proporzionata e adeguata, anche nella sua componente differita. Lo ha affermato nella sentenza n. 130 del 2023. In questi giorni, lo ha ribadito nell'ordinanza n. 25 del 5 marzo scorso quando ha dato tempo al legislatore di definire una riforma graduale entro l'udienza del 14 gennaio 2027, pena l'accoglimento delle questioni di legittimità costituzionale sollevate


Nel frattempo, da tre anni migliaia di dipendenti pubblici lasciano il lavoro e aspettano la liquidazione per mesi, spesso per anni, senza rivalutazione monetaria. I colleghi del settore privato la ricevono il giorno stesso del pensionamento.

Anief ha partecipato al giudizio davanti alla Corte Costituzionale come amicus curiae, rappresentando gli interessi del personale del comparto istruzione e ricerca: l'opinione scritta presentata dall'associazione è stata ammessa con decreto presidenziale del 7 gennaio 2026. In attesa del giudizio, dopo la pubblicazione dell'ordinanza, Anief mette a disposizione degli interessati due modelli di diffida, predisposti dai propri legali e fondati sull'ordinanza n. 25/2026, con cui ciascun lavoratore può intimare all'Inps il pagamento senza dilazioni e la rivalutazione monetaria sulle somme già erogate.


Il primo modello è rivolto a chi ha già cessato dal servizio e attende ancora il pagamento integrale del Tfs: intima all'Inps l'erogazione entro trenta giorni, in unica soluzione, con rivalutazione monetaria sulle rate già corrisposte. Il secondo è rivolto a chi cesserà dal servizio entro il prossimo anno scolastico 2026/2027 — il 31 agosto 2026 o il 31 agosto 2027: intima all'Inps di non applicare i meccanismi dilatori al momento dell'erogazione, con espressa riserva di azione giudiziaria in caso di inadempimento.


I modelli sono compilabili direttamente dall'interessato, senza necessità di un avvocato. Vanno compilati in ogni campo, firmati e inviati via PEC o raccomandata A/R alla sede INPS competente, allegando un documento di identità. La diffida non garantisce il pagamento immediato: è un atto formale che costituisce in mora l'INPS, documenta la richiesta e crea le condizioni per un eventuale ricorso giudiziario risarcitorio. In un quadro in cui la Corte Costituzionale ha già riconosciuto il vulnus e fissato una scadenza precisa, è lo strumento più diretto che un lavoratore ha a disposizione oggi.


Per coloro che volessero approfondire ulteriormente l’argomento, l'ordinanza n. 25/2026 della Corte Costituzionale è disponibile sul sito ufficiale della Corte (www.cortecostituzionale.it). Anief è stata ammessa come amicus curiae nel giudizio promosso dal Tar Lazio con decreto presidenziale del 7 gennaio 2026. L'udienza nel merito è fissata al 14 gennaio 2027.

di LA REDAZIONE







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