Stipendi scuola, fino a 300 euro lordi in più al mese. Anief: “Ridurre la spesa NATO e destinare 11,5 miliardi a istruzione e ricerca”
Il sindacato propone di abbassare dal 5% al 4,5% del PIL l'obiettivo NATO per il 2035 e destinare mezzo punto di PIL alla scuola e alla formazione. Previsti 5,5 miliardi per le retribuzioni e 2 miliardi per gli organici.

Fino a 300 euro lordi mensili in più per il personale scolastico, nuove risorse per gli organici e maggiori investimenti nell'edilizia scolastica. È quanto propone Anief attraverso un piano che prevede di destinare all'istruzione e alla ricerca circa 11,5 miliardi di euro l'anno, intervenendo sugli obiettivi di spesa concordati in sede NATO.
Il sindacato chiede al Governo italiano di promuovere, insieme agli altri Paesi alleati, una revisione dell'impegno assunto al vertice dell'Aia del 25 giugno 2025: ridurre dal 5% al 4,5% del PIL l'obiettivo complessivo di spesa per difesa e sicurezza previsto entro il 2035. “Chiediamo di destinare il mezzo punto di PIL così riallocato a un investimento pubblico aggiuntivo e permanente in istruzione e ricerca, con priorità al recupero delle retribuzioni del personale scolastico e alla qualità del servizio educativo”, dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.
La proposta è contenuta in una bozza sindacale predisposta per essere sottoposta alla valutazione degli organi competenti dell'organizzazione.
Dalla spesa NATO alla scuola: la proposta da 11,5 miliardi
L'impegno NATO prevede il raggiungimento del 5% del PIL entro il 2035, suddiviso tra una quota di almeno il 3,5% destinata alla difesa militare e una componente fino all'1,5% per investimenti collegati alla difesa e alla sicurezza. Anief propone di ridurre la prima quota dal 3,5% al 3%, mantenendo l'1,5% per sicurezza e infrastrutture collegate. Il mezzo punto di PIL così individuato dovrebbe essere destinato a un fondo permanente per istruzione e ricerca. Su un PIL ipotetico di 2.300 miliardi di euro, lo 0,5% corrisponderebbe a circa 11,5 miliardi annui.
Ecco come il sindacato propone di distribuire le risorse:

Si tratta di una ripartizione proposta dal sindacato, non di stanziamenti già approvati.
Stipendi docenti e ATA, aumenti ipotizzati tra 250 e 300 euro lordi
La quota maggiore, pari a 5,5 miliardi di euro annui, sarebbe destinata agli incrementi retributivi di docenti, personale educativo e ATA, compresi i lavoratori a tempo determinato secondo criteri proporzionati al servizio prestato. L'obiettivo indicato da Anief è un aumento medio compreso tra 250 e 300 euro lordi mensili su tredici mensilità, da definire attraverso la contrattazione nazionale.
La simulazione elaborata dal sindacato prevede:

Gli importi sono calcolati considerando anche un'ipotesi di oneri a carico del datore di lavoro pari al 40% della retribuzione lorda. Non si tratta di aumenti netti né di somme già garantite ai lavoratori. Gli importi effettivi dipenderebbero dalle risorse disponibili, dalla platea dei beneficiari e dagli accordi contrattuali.
Organici scolastici, 2 miliardi per sostegno, ATA e continuità didattica
Un'altra parte consistente del finanziamento, 2 miliardi annui, sarebbe destinata al rafforzamento degli organici. Tra gli obiettivi indicati da Anief figurano la stabilizzazione dei posti necessari al funzionamento delle scuole, il potenziamento del sostegno e del personale ATA, la riduzione delle classi numerose nei contesti più difficili e una maggiore continuità didattica. Secondo la simulazione sindacale, 2 miliardi corrisponderebbero al costo annuo di 40mila posti da 50mila euro ciascuno oppure di circa 33.300 posti da 60mila euro. Il sindacato precisa però che questi calcoli non rappresentano una previsione di assunzioni: occorrerebbe distinguere i costi della stabilizzazione dei posti già coperti da supplenti da quelli necessari per creare nuovi posti.
Edilizia scolastica, università e diritto allo studio
Il piano comprende ulteriori investimenti per migliorare le condizioni degli edifici e ampliare le opportunità formative. Per la sicurezza strutturale, l'accessibilità, la manutenzione, il comfort termico e i laboratori scolastici, Anief propone 1,5 miliardi annui. Altri 1,5 miliardi sarebbero destinati a università, istituzioni AFAM e ricerca civile, con interventi sul finanziamento ordinario, sul reclutamento stabile e sulle attività di ricerca. Infine, 1 miliardo annuo dovrebbe sostenere borse di studio, libri, mense, trasporti, studenti con disabilità e iniziative contro la dispersione scolastica. Il sindacato chiede che la distribuzione delle risorse tenga conto dei bisogni dei territori, con particolare attenzione al Mezzogiorno e alle aree interne.
Le richieste al Governo e al Parlamento europeo
Anief chiede al Governo di aprire un confronto con gli alleati NATO, anche in vista della revisione prevista per il 2029, e di presentare al Parlamento una relazione sulle spese militari programmate e sulle risorse effettivamente riallocabili. Il sindacato propone inoltre l'istituzione per legge di un fondo nazionale permanente per istruzione e ricerca e l'apertura di un tavolo con MEF, MIM, MUR e organizzazioni sindacali. La richiesta coinvolge anche il Parlamento europeo, al quale Anief propone di promuovere una risoluzione a sostegno della revisione degli obiettivi di spesa e un confronto sulle conseguenze sociali dell'incremento degli investimenti militari. Il Parlamento europeo, tuttavia, non può modificare autonomamente gli impegni NATO né determinare gli stipendi dei dipendenti scolastici italiani.
Risorse dal 2027? La revisione NATO non è ancora stata approvata
Un passaggio importante riguarda le coperture finanziarie. L'obiettivo NATO del 5% è previsto per il 2035 e non corrisponde a una spesa già interamente sostenuta dall'Italia. La sua eventuale riduzione, pertanto, non renderebbe immediatamente disponibili 11,5 miliardi nel bilancio dello Stato. Anief propone di avviare il percorso dalla prima legge di Bilancio utile, a partire dal 2027, con stanziamenti progressivi e coperture permanenti, senza attendere necessariamente il 2035. Il piano richiederebbe una revisione concordata degli impegni NATO e successive decisioni legislative e finanziarie italiane. L'obiettivo dichiarato dal sindacato è destinare una quota maggiore delle risorse pubbliche a retribuzioni, stabilità del lavoro e diritto allo studio, attraverso investimenti aggiuntivi rispetto ai finanziamenti ordinari.
di La Redazione
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