Scuola, fondi aggiuntivi per il lavoro sul Pnrr: cosa spetta a dirigenti e personale
Il decreto scuola aumenta le risorse per le retribuzioni dei presidi, gli straordinari e i controlli contabili. Gli stanziamenti non equivalgono a un bonus uguale per tutti.

La chiusura dei progetti Pnrr passa anche dagli uffici scolastici: rendicontazioni, verifiche e adempimenti richiedono lavoro ulteriore, per il quale il decreto scuola mette a disposizione nuove risorse.
Le misure sono contenute nel decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, entrato in vigore il 1° ottobre. Il provvedimento è stato trasmesso al Senato per la conversione in legge: le disposizioni sono quindi già efficaci, pur potendo essere modificate durante il passaggio parlamentare.
Dirigenti scolastici, 14 milioni in più nel fondo
Per i presidi, l’articolo 7 incrementa di 14 milioni di euro nel 2026 il Fondo unico nazionale, con riferimento all’anno scolastico 2025/2026. Le somme, comprensive degli oneri a carico dello Stato, finanziano la parte variabile della retribuzione di posizione e la retribuzione di risultato. La finalità dichiarata è avvicinare progressivamente il trattamento economico dei dirigenti scolastici a quello della restante dirigenza pubblica di livello non generale. Il decreto, però, non stabilisce un pagamento individuale di 669 euro. Quella cifra non può dunque essere presentata come una somma certa che ogni preside riceverà in busta paga: la norma aumenta la dotazione del fondo, senza fissare un importo uniforme per ciascun beneficiario.
Cinque milioni per gli straordinari nelle scuole
Un secondo intervento riguarda il personale delle istituzioni scolastiche. L’articolo 8 assegna 5 milioni di euro aggiuntivi nel 2026 al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, destinandoli a remunerare prestazioni di lavoro straordinario connesse all’aumento delle scadenze e degli adempimenti, comprese le attività conclusive degli investimenti e delle riforme del Pnrr. Per i revisori dei conti è previsto un incremento una tantum dei compensi, da definire con un decreto del ministro dell’Istruzione e del merito, di concerto con il ministro dell’Economia. La copertura è di 2,5 milioni nel 2026 e 1,5 milioni nel 2027. Si aggiungono un milione nel 2026 per il personale scolastico in comando presso il Ministero e 600mila euro per gli straordinari del personale del comparto Funzioni centrali in servizio al Mim.
Il supporto prosegue fino al 2029
Il provvedimento interviene anche sull’assistenza alle scuole. Prolunga fino all’anno scolastico 2028/2029 le misure relative ai gruppi di supporto al Pnrr e alle équipe formative territoriali.
Per monitoraggio e rendicontazione, il Ministero potrà inoltre continuare ad avvalersi del contingente di esperti previsto dalla normativa richiamata, con un limite di spesa di 800mila euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029. Il sostegno amministrativo prosegue così anche nelle attività che accompagnano la conclusione e la verifica degli interventi.
di La Redazione
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