Novara: “La madre è il porto, l’origine. Il padre è vento: non decide la rotta, ma spinge i figli a crescere e guardare oltre”
- La Redazione

- 21 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 23 mar
Dal porto sicuro della madre alla spinta del padre verso autonomia e coraggio: il ruolo complementare dei genitori nella crescita dei figli...

"Il padre è vento: non decide la rotta, ma spinge i figli a partire. Mentre guardavo i bambini al corso di vela, li vedevo come una piccola flotta di optimist , barchette pronte con le vele a gonfiarsi verso la direzione del vento". Quando lo sguardo di un padre si posa sul suo bambino quest’ultimo lo sente in maniera forte, presente e piena. L’attenzione è motivo di orgoglio per il piccolo che farà di tutto per raggiungere il suo traguardo.
Se nella madre troviamo dolcezza, comprensione e riparo, nel padre troviamo forza, coraggio e resilienza. Questa differenza, ci spiega Novara, attraverso le parole della sua collaboratrice Alessia De Montis, è importante per crescere ed educare una personalità completa, che sappia essere gentile ma allo stesso modo solida e stabile. I bambini: “Voltavano verso di lui con quella decisione secca, netta, quasi come la bussola che si allinea al Nord seguendo il magnete. Un gesto naturale, inevitabile. E proprio lì comincia il viaggio: l’esplorazione, l’avventura, la scoperta delle stelle, delle rotte, delle strade del mare. I francesi lo chiamano la mer, al femminile. Per me il mare è una geografia maschile. Forse l’acqua è madre, ma il vento che la increspa è il padre”.
Il padre è il primo eroe per un figlio e il primo amore per una figlia, è colui che fa dire ai propri bambini: “da grande voglio essere come lui”. Naturalmente esistono molte eccezioni, ma l’esperto pone l’attenzione su come dovrebbe essere una famiglia “normotipo”, nella quale nei primi anni di vita il bambino ha un rapporto quasi simbiotico con la madre, ma quando inizia a tagliare questo cordone, ha necessità del coraggio e della forza del padre.
La stessa forza che ci permette, da piccoli, di imparare ad andare in bici senza rotelle, nonostante le cadute, l’obiettivo con il padre non è provarci, ma riuscirci. Infatti: “La madre è Itaca: il porto, l’origine e il ritorno, la scusa per il grande viaggio. Il padre invece è vento: non decide la rotta, ma spinge, accompagna, ti obbliga ad alzare lo sguardo e a navigare”. I figli prima di imparare a prendere delle decisioni in autonomia, hanno bisogno di qualcuno che mostra loro come prenderle e quali ragionamenti ci sono dietro ad una scelta, oltre ad aggiungere un pizzico di audacia.
Questo atteggiamento, secondo Novara e Alessia De Montis, i figli lo imparano proprio dal padre.
Infatti è la stessa De Montis, formatrice e collaboratrice del metodo “Litigare bene” di Daniele Novara, a concludere: “Lo vedo anche oggi con mia figlia, che si avvicina agli undici anni. Con il cambio di scuola ha compiuto un gesto che viveva già dentro, nell’inconscio di suo padre: si è allineata a lui. Come se lui fosse il vento e lei la vela che si gira nella sua direzione. Un movimento naturale, inevitabile. È affascinante assistere a questa specie di miracolo. Capire che adesso tocca a lui”.
Per te, lettore che ci segui, quanto conta davvero la presenza di un padre nella crescita di un figlio? Ti ritrovi in queste parole o hai vissuto un’esperienza diversa?
Raccontacelo nei commenti, anche in forma anonima.
di Natalia Sessa




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Penso che una divisione di compiti o di inclinazioni e declinazioni così settoriale, difficilmente nelle famiglie vere si possa trovare.
Nella vita la Mulino Bianco raramente esiste, c'è più una mescolanza di ruoli e le divisioni non sono poi così nette.
Gli uomini non sono tutti uguali e così le donne. Ed ogni bambino viene influenzato diversamente dalle personalità dei genitori che possono essere di molteplici sfaccettature.
Mio marito non è mai stato il principe azzurro di mia figlia, seppur padre sempre presente e amorevole.
Così come anche nella mia infanzia l'amore predominante è stato verso mia madre che era la figura di accudimento principale.
Il padre così come la madre può dare solo esempio.
E il miglior esempio è…
Sono rimasta improvvisamente vedova due anni fa, sola con nostro figlio che ora ha quasi nove anni... sarò davvero in grado di farcela da sola, sopperendo alla mancanza della figura paterna?Di sicuro ce la sto mettendo tutta...
Non ho avuto un padre così. Mi è mancato molto non poter avere questo tipo di supporto. Da padre, sapendo quanto fosse importante, non l' ho fatto mancare ai miei figli. È andata bene, così come descritto e come dovrebbe essere sempre. Sono un padre orgoglioso del lavoro svolto e felice.
Sono rimast vedova otto giorni prima di partorire ed ho dovuto ricoprire entrambi i ruoli (difficilissimo).Sono soddisfatta del mio lavoro. Oggi mia figlia e' laureata e lavora. Purtroppo pero' l'anno scorso ho perso io mio padre.
Avrei voluto tanto che mio padre fosse stato così, è morto quando ne avevo 22 e ancora oggi che ne ho 57 sento questo vuoto, ma l"ho perdonato anche se mi causato molti traumi