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IRPEF al 15% dal 2027, la proposta Anief per ridurre le tasse. Pacifico: “Verso un salario più giusto”

4 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Il sindacato chiede cinque aliquote, con il 23% fino a 40mila euro. La misura interesserebbe anche 1,3 milioni di lavoratori della scuola.

Ridurre l'IRPEF al 15% per i redditi fino a 18mila euro, applicare il 20% fino a 28mila euro ed estendere lo scaglione del 23% fino a 40mila euro. È questa la proposta avanzata da Anief in vista della legge di Bilancio 2027, con l'obiettivo di alleggerire la pressione fiscale sui redditi medio-bassi, a partire da quelli del personale scolastico.

Il presidente nazionale del sindacato, Marcello Pacifico, ha presentato una comparazione tra l'attuale sistema di tassazione, l'ipotesi di intervento del Governo e la proposta Anief, chiedendo di destinare maggiori benefici ai lavoratori con redditi inferiori ai 40mila euro. “In questo modo si andrebbe verso un salario più giusto anche per il personale scolastico dove 1,3 milioni di lavoratori sono collocati tra i 18.000 mila e i 40 mila euro, il vero ceto medio basso”, afferma Pacifico.


IRPEF 2027, le differenze tra la proposta del Governo e quella Anief

Secondo quanto riportato dal sindacato, l'ipotesi governativa prevede di innalzare da 50mila a 60mila euro la soglia oltre la quale si applica l'aliquota massima del 43%. Anief propone invece di intervenire soprattutto sugli scaglioni più bassi, attraverso una nuova articolazione delle aliquote.

La tabella ricostruisce gli scaglioni sulla base delle soglie indicate dal sindacato. Le aliquote sono da intendersi applicate progressivamente alle rispettive fasce di reddito, non all'intero reddito del contribuente. Pacifico chiede che la rimodulazione avvenga senza aumentare le risorse complessivamente previste per l'intervento fiscale. “La rimodulazione deve avvenire a invariata finanziaria rispetto ai miliardi accantonati nella bozza della proposta governativa per il mancato introito fiscale del 10% nello scaglione tra i 50.000 e i 60.000 euro”, spiega il presidente Anief.

L'ipotesi sindacale punta dunque a una diversa distribuzione delle risorse, privilegiando i redditi medio-bassi rispetto all'intervento prospettato per la fascia tra 50mila e 60mila euro.

Stipendi scuola, Anief chiede anche la tassazione al 5% degli aumenti

La revisione degli scaglioni IRPEF non è l'unica richiesta avanzata dal sindacato.

Durante il Consiglio generale Cisal di Rimini, Pacifico aveva annunciato l'intenzione di chiedere “per i dipendenti pubblici la detassazione al 5% sugli aumenti, a partire dal 2027, poi sempre ridotta, del 15%, su straordinario e accessorio, del resto come già avviene nel lavoro privato”.

Secondo le stime indicate dal presidente Anief, questi interventi potrebbero produrre risparmi fino a mille euro annui per i lavoratori interessati.

Il sindacato propone inoltre di ridurre la tassazione su altre componenti della retribuzione, tra cui la tredicesima, per aumentare il valore netto degli stipendi.

Si tratta, al momento, di richieste sindacali e non di misure fiscali già approvate.


Altri 250 euro al mese per contrastare l'inflazione

Accanto alla riduzione dell'IRPEF, Anief torna a chiedere un intervento sul potere d'acquisto del personale scolastico. Pacifico propone di “adeguare l’indennità integrativa speciale all'inflazione, con aumenti di 250 euro mensili e iniziando con la prossima legge di bilancio”. Una richiesta che il sindacato estende al pubblico impiego e che si aggiunge alla proposta di detassazione degli aumenti contrattuali.

Supplenti e lavoratori fuori sede: le altre richieste

Il presidente Anief richiama infine le difficoltà economiche affrontate da numerosi lavoratori della scuola, soprattutto da chi è costretto a trasferirsi per ottenere un incarico. “Anziché il bonus carburante di 100 euro, sarebbe assai meglio procedere con la detassazione spese in IRPEF, assieme all’applicazione di una tassazione ridotta per quanto riguarda aumenti, tredicesima e altre voci stipendiali dei dipendenti, ad iniziare dal personale scolastico”, sostiene Pacifico.

Il presidente del sindacato richiama anche il problema del precariato: “La situazione che si è venuta a creare nella scuola ha dell’incredibile: l’anno scolastico è ripreso con oltre 200mila supplenti da assumere, ma anche senza indennità per i lavoratori fuori sede, nemmeno con sconti fiscali sugli affitti e sui trasporti, che invece rivendichiamo da tempo”. La proposta Anief mette così sul tavolo tre interventi distinti: riduzione delle aliquote IRPEF per i redditi medio-bassi, tassazione agevolata delle componenti stipendiali e adeguamento delle retribuzioni all'inflazione. La richiesta rivolta al Governo è di inserire queste misure nella prossima legge di Bilancio, con particolare attenzione ai lavoratori della scuola che percepiscono redditi compresi tra 18mila e 40mila euro annui.

di La Redazione


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