"Il mio nome è Carlo", il film che ha commosso il pubblico. La mamma: "Quando ho visto il film ho riconosciuto il mio Carlo"
Dietro il santo, un figlio che sua madre riconosce ancora nei gesti verso gli altri...

«Quando ho visto il film ho riconosciuto il mio Carlo». Antonia Salzano Acutis parla da madre, prima ancora che da madre di un santo. Carlo è morto a quindici anni; vedere la sua vita raccontata sullo schermo significa ritrovare, per qualche istante, il bambino che è stato e il ragazzo che è diventato. La frase più importante, per lei, è forse quel «mio»: il Carlo che il mondo sta imparando a conoscere era suo figlio, è suo figlio, con una voce, abitudini e domande che facevano parte della loro vita insieme.
Nel film c’è un uomo che vive per strada. Carlo si ferma, gli porta del cibo, si prende cura di lui. Ha ancora la scuola, gli amici, la passione per l’informatica, eppure trova tempo per una persona che ha bisogno. Poi c’è quella richiesta fatta alla madre nel cuore della notte: pregare. È un momento che appartiene soltanto a loro due. Carlo le affida qualcosa di importante e le chiede di esserci. Sono scene che aiutano a comprendere perché Il mio nome è Carlo abbia commosso chi lo ha seguito ieri sera su Canale 5. Il film ha raggiunto 4 milioni e 269 mila spettatori, ma il numero non racconta il silenzio che può lasciare una scena dopo che è finita.
Carlo era un adolescente quando compiva quei gesti. La sua vita sarebbe stata brevissima; nel film, intanto, lo vediamo vivere, scegliere, voler bene.
Oggi la Chiesa lo chiama san Carlo Acutis. Antonia, guardando il film, ha riconosciuto suo figlio. «È un film che tocca», ha detto. Forse è questo il punto da cui guardare la sua storia: dalle persone che Carlo ha incontrato e dalla madre che, vent’anni dopo, sa ancora riconoscerlo nel modo in cui si avvicina agli altri.
Il mio nome è Carlo è disponibile su Mediaset Infinity. Il film è liberamente e parzialmente ispirato alla sua vita e contiene vicende rielaborate per la narrazione.
E tu, lettore che ci segui, hai visto Il mio nome è Carlo? Quale scena ti è rimasta nel cuore? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontacelo nei commenti.
di Katia Piemontese
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Meraviglioso è quando parla alla sua amica che cambia continuamente ragazzi e sembra non trovare pace lui le dice che deve provare a stare un po' sola e guardarsi dentro....sono parole che fanno stupire per l età di Carlo. La serenità che aveva in volto è immensa. Anche io, poco praticante ,sono molto affezionato a San Carlo che ho visitato ad Assisi ed ho pregato per mio nipote
Bello, e commovente. Ho pianto tanto a fine film.
Sono stata molto contenta di poter vedere qualcosa di bello,toccante,vero,io ho lavorato 40 anni in H, già quando ti senti attratto dall'aiutare non ti chiedi come e perché,lo fai,lo senti,grazie San Carlo giovane e lineare,sincero senza sovrastrutture,senza chiedersi,ma dare ed è riuscito a darci ancora quel desiderio di donare ed essere felici per questo.Mi sono ritrovata a vivere certi momenti e rivivendo mi è più facile il vivere da soggetto fragile ora e capire la bellezza dei momenti del senza tetto,il suo sguardo , grazieeee 💕 ❤️
Ho visto il film, mi sono commossa, le ultime scene, quando soffre per la malattia, improvvisa, che lo ha colpito, sono quelle a cui, dopo averle viste, ho ripensato nella notte, la sofferenza ma anche la gioia Dell incontro che stava per fsre
Mi ha colpito profondamente la mamma che non ha mai ostacolato, anzi ha incentivato il percorso di fede di San Carlo. È stato tutto bello il film, una storia che mi ha toccato profondamente...