Il Ministero chiede 7.200 euro a una docente, il Tribunale dice no: quattro anni di servizio cancellati per errore
Quattro anni di servizio già riconosciuti erano stati cancellati dalla carriera della docente, facendo scattare la richiesta di restituzione. Ma la precedente sentenza…

Una docente avrebbe dovuto restituire 7.205,19 euro per stipendi che l’amministrazione riteneva non dovuti. Il Tribunale di Lecce ha invece riconosciuto che quel debito non esisteva. La richiesta nasceva dalla cancellazione di quattro anni di servizio pre-ruolo, già riconosciuti nella carriera dell’insegnante.
La vicenda è stata resa nota dalla FLC CGIL di Lecce, che ha sostenuto la lavoratrice nel ricorso. Secondo quanto riferito dal sindacato, la sentenza n. 4895/2026, depositata il 7 ottobre dal giudice del lavoro Luca Notarangelo, ha disposto la disapplicazione dei provvedimenti contestati.
Il passaggio decisivo risale al gennaio 2024. L’istituto comprensivo presso cui lavorava la docente aveva adottato un nuovo decreto di ricostruzione della carriera, escludendo quattro anni di servizio svolti tra il 1992 e il 1996.
Alla base della modifica, secondo la ricostruzione sindacale, c’era un’interpretazione errata di una precedente sentenza del 2023. L’amministrazione aveva così eliminato periodi che erano già stati riconosciuti all’insegnante.
Nel febbraio 2025, il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva notificato un’ingiunzione di pagamento: la docente avrebbe dovuto restituire la parte di retribuzione considerata eccedente rispetto all’anzianità ricalcolata.
L’insegnante ha impugnato sia la richiesta economica sia il provvedimento da cui derivava.
Il Tribunale ha dato ragione alla lavoratrice. Come riferisce la FLC CGIL, la precedente decisione giudiziaria non consentiva di escludere quei quattro anni dalla ricostruzione della carriera.
È quindi caduto il presupposto della richiesta di restituzione: se la riduzione dell’anzianità non era giustificata, neppure il debito costruito su quella riduzione poteva essere confermato.
Francesca Franza, segretaria generale della FLC CGIL Lecce, ha commentato: «La precedente sentenza non autorizzava in alcun modo l’esclusione di quegli anni di servizio pre-ruolo».
Il caso mostra quanto possa incidere sullo stipendio una modifica dell’anzianità. La ricostruzione della carriera serve infatti a riconoscere il servizio precedente all’immissione in ruolo secondo le regole applicabili: il suo esito può influire sull’inquadramento retributivo.
Per questo, quando arriva un nuovo decreto accompagnato da una richiesta di restituzione, è utile confrontarlo con quello precedente e individuare quali periodi siano stati eliminati e per quale ragione. Conservare i provvedimenti ricevuti e la documentazione del servizio permette di ricostruire il passaggio che ha prodotto la differenza economica.
Per la docente, il ricorso ha fatto venir meno una richiesta di oltre settemila euro: la riduzione dell’anzianità su cui si fondava non era giustificata.
di La Redazione
Pensioni scuola 2027, domande da oggi al 21 ottobre: requisiti e date da ricordare
Assicurazione sanitaria docenti e ATA, il codice di conferma non arriva? Cosa controllare per completare la registrazione
GPS, il punteggio può cambiare dopo la prima supplenza: cosa controlla la scuola e perché conservare il decreto di convalida




.jpg)
.jpg)

















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)




















.jpg)
Commenti