Dl Carburanti, via libera definitivo al Senato: cosa prevede la nuova legge
Il provvedimento conferma gli interventi già applicati sul diesel. Previste anche nuove risorse per l’autotrasporto e un prestito per Acciaierie d’Italia.

Il Senato ha approvato in via definitiva la conversione del decreto Carburanti-Ilva. Il provvedimento doveva concludere il suo percorso parlamentare entro il 25 settembre per evitare la decadenza.
Il punto da chiarire è che il decreto non introduce un nuovo ribasso del prezzo del gasolio. Trasforma in legge le riduzioni delle accise già applicate tra la fine di luglio e l’inizio di settembre, riunendo nello stesso testo anche le disposizioni contenute nei successivi decreti di proroga.
Il punto da chiarire è che il decreto non introduce un nuovo ribasso del prezzo del gasolio. Trasforma in legge le riduzioni delle accise già applicate tra la fine di luglio e l’inizio di settembre, riunendo nello stesso testo anche le disposizioni contenute nei successivi decreti di proroga.
Il taglio iniziale era pari a 14 centesimi al litro sull’accisa, ai quali si aggiungeva l’effetto dell’Iva, per una riduzione complessiva alla pompa di circa 17 centesimi al litro. Nel decreto entra anche il credito d’imposta destinato alle imprese dell’autotrasporto per compensare una parte dei maggiori costi sostenuti per il carburante. Durante l’esame parlamentare il limite di spesa è stato aumentato di altri 11,4 milioni di euro, portando le risorse complessive previste per la misura a 397,6 milioni di euro nel 2026.
Il testo interviene inoltre sulla crisi dell’ex Ilva. Acciaierie d’Italia potrà ricevere un nuovo finanziamento oneroso fino a 100,5 milioni di euro, destinato a garantire il funzionamento degli impianti durante la procedura di vendita. Il prestito dovrà essere restituito secondo le condizioni previste dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. Una parte delle coperture arriverà dai grandi gruppi energetici con ricavi consolidati superiori a 20 miliardi di euro. Per queste società viene introdotto un versamento anticipato pari al 39% delle ritenute e delle imposte sostitutive dovute su determinati dividendi già deliberati. Alle aziende sarà poi riconosciuto un credito d’imposta dello stesso importo, utilizzabile quando gli utili verranno effettivamente pagati.
l decreto contiene infine una stretta fiscale per il settore dei giochi. Alcune spese legate alle sponsorizzazioni vietate non potranno essere dedotte ai fini Ires e Irap.
Dopo il voto definitivo del Parlamento, il testo dovrà essere promulgato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
di La Redazione
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