Decreto scuola, tecnici e professionali diventano licei. Sul tetto del 30% crescono le proteste
Meloni parla di pari dignità tra i percorsi di studio. Sulla composizione delle classi, invece, scuole e studenti chiedono risposte concrete.

Gli istituti tecnici prenderanno il nome di licei tecnologici e gli istituti professionali quello di licei professionali. La novità è nel decreto scuola approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre. Il Governo prevede anche una revisione del monte ore degli istituti tecnici e nuove risorse per i campus della filiera tecnologica e professionale. Per conoscere il testo definitivo occorre attendere la pubblicazione del decreto.
Giorgia Meloni ha spiegato la scelta partendo da un pregiudizio che, a suo giudizio, accompagna da anni le iscrizioni alle superiori: considerare gli istituti tecnici e professionali una scelta di «serie B». Il nuovo nome, ha scritto la presidente del Consiglio, "non è un semplice cambio di “targa”. L’obiettivo dichiarato è dare a quei percorsi la stessa dignità degli altri.
Nel decreto c’è però un’altra misura che sta suscitando reazioni ben diverse: il limite del 30% nelle classi prime. La soglia non riguarda indistintamente tutti gli studenti con cittadinanza straniera. I criteri annunciati tengono conto, tra l’altro, della nascita in Italia o degli anni di scuola già frequentati nel Paese. L’applicazione è prevista dall’anno scolastico 2027/2028.
È sulla gestione concreta del limite che si concentrano molte perplessità. In alcuni territori la presenza di famiglie straniere è elevata e distribuire gli alunni tra scuole vicine potrebbe essere difficile. I sindacati chiedono personale, mediatori culturali e risorse per l’insegnamento dell’italiano; i dirigenti scolastici indicano nell’applicazione della norma il vero banco di prova. Anche gli studenti dell’Opposizione Studentesca d’Alternativa contestano il decreto e hanno annunciato una nuova giornata di mobilitazione per lunedì 28 settembre. Il confronto, dunque, proseguirà mentre si attende il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Restano aperte due domande. Chiamare “licei” gli istituti tecnici e professionali basterà a superare il pregiudizio che li considera scuole di serie B? E come si applicherà il limite del 30% nei territori in cui le scuole vicine hanno già classi piene?
di La Redazione
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