Crepet: "L’amore è rompersi le palle prima e mancarsi dopo, funziona così". Il "mi manchi" che ferma il respiro e commuove
Aggiornamento: 2 giorni fa
Crepet racconta un episodio personale che si trasforma in una lezione sull’amore. Dal fastidio alla mancanza, quel “mi manchi” che svela il valore...

“Mio padre era vecchio e solo, e io arrivavo da qualsiasi parte del mondo senza telefonare. Andavo là, suonavo il campanello verso le 19:30, tanto sapevo che era in casa. Poi una sera mi disse: "Ti volevo dire una cosa, anzi forse due. Volevo dirti che questa cosa che tu fai da tanto tempo, che suoni alle 19:30, vieni su e vuoi anche mangiare, mi rompe le palle"”. L’amore, quello vero, da quanto emerge dal racconto personale di Crepet, psichiatra e sociologo, vive nella mancanza, soprattutto, nella mancanza delle cose che difficilmente sopportiamo dell’altro.
Le parole dell’esperto parlano di un rapporto burrascoso tra padre e figlio, da un lato un giovane mosso da desideri e passione che girovaga in cerca della propria strada nel mondo e dall’altro un adulto, appagato e probabilmente stanco che, come la maggior parte dei genitori, è in cerca di compagnia del figlio. Dietro quel fastidio, però, si nascondeva qualcosa di molto diverso. Crepet racconta che il padre aveva una seconda cosa da dirgli: “La seconda è che domani mattina, quando andrò in cucina a farmi un caffè, vedo quella porta mezza aperta e capisco che tu sei partito alle sei e non so neppure dove sei andato. Beh, volevo dirti che mi manchi”.
Nelle prime parole dure del papà sembrano esserci distanza, fastidio, difesa. Il “mi manchi” invece ferma il respiro e commuove. Silenzio. Resta solo il legame. In definitiva, afferma Crepet: "Questo è l'amore: rompere le palle prima e mancarsi dopo, funziona così".
L’esperto parla del rapporto tra un padre e un figlio, ma il passaggio dal fastidio alla mancanza attraversa ogni legame autentico. È lì che spesso si nasconde l’amore: nelle abitudini che a volte ci pesano, nelle presenze che diamo per scontate e che scopriamo davvero importanti solo quando vengono a mancare.
Per te, lettore che ci segui, qual è il vero significato della parola amore? Ti rispecchi nelle parole dell'esperto? Ti è mai capitato di provare fastidio ma allo stesso modo non poter fare a meno di quella persona?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima.
di Natalia Sessa




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Si, aimé condivido il pensiero di Crepet! Anche se non è bello ammetterlo ma quando si cresce, (io 57 lui 65) delle volte ci si abitua a quell' organizzazione della vita un po' individuale..(dove anche barattare le varie situazioni quotidiane ci diventa difficile, idem la sopportazione anche di piccoli difetti) Quindi dopo una convivenza di 8 anni con il mio compagno ho preferito ritornare a casa mia, ormai si discuteva anche se volava la mosca! Per alcuni mesi abbiamo interrotto ogni comunicazione ritenendo il rapporto ormai finito ma poi sentendo la mancanza l'uno dell'altra abbiamo ripreso i contatti. Viviamo a 150 km di distanza, ci sentiamo tutti i giorni al telefono per raccontarci com'è andata la giornata, abbiamo la passione…
Ho incontrato una donna , ci siamo sposati , abbiamo avuto un figlio.Abbiamo vissuto in Regno unito, italia e Argentina, poi siamo tornati da poco in Italia, tutto andava bene.poi ha iniziato a frequentare una setta, e cambiata e mi ha chiesto la separazione, quel mi manchi ormai non lo sento piu, lei mi ha lasciato al mio destino , sono handicappato ma a lei no le frega nulla.
L amore è alzarsi la mattina,mandarti a quel paese e darsi la buona notte la sera😀
……..rispetto alle asperità della vita
Nella coppia l’abitudine è fuorviante rispetto alla solidità dell’amore che ritengo sia più identificabile nel sostegno naturale e incondizionato.
L’amore per come lo intendo io forma un nucleo che ha imparato a sopportarsi, supportare e costruire insieme rispetto delle asperitá della vita. L’abitudine è un accessorio.