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Concorsi docenti, nuovi punteggi: 15 punti per concorso, 12,50 per INDIRE e 3 per ogni anno di servizio. Master L2, CLIL e certificazioni linguistiche

9 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Il parere del CSPI avvicina la pubblicazione del decreto, per molti candidati il vero cambiamento non riguarderà l’accesso al concorso, bensì il peso attribuito a esperienza, abilitazioni e specializzazioni...

Cambiano i criteri con cui saranno valutati i titoli nei prossimi concorsi docenti. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto che modifica le tabelle allegate ai DM 205 e 206 del 26 ottobre 2023, riferite rispettivamente alla scuola secondaria e alla scuola dell’infanzia e primaria.


Il provvedimento non è però ancora definitivo. Il parere del CSPI rappresenta un passaggio dell’iter, ma sarà il decreto pubblicato dal Ministero ad ufficializzare i punteggi effettivamente applicabili.

Tre punteggi che possono cambiare la graduatoria

Tra le modifiche più rilevanti emerge la maggiore valorizzazione di alcuni titoli direttamente collegati al reclutamento e all’esperienza professionale.

La bozza prevede:

  • 15 punti per l’inserimento nella graduatoria di merito o per il superamento di tutte le prove di un precedente concorso ordinario relativo alla stessa classe di concorso e al medesimo grado;

  • 12,50 punti per la specializzazione sul sostegno conseguita attraverso i percorsi previsti dagli articoli 6 e 7 del DL 71/2024, gestiti da INDIRE o dalle università convenzionate;

  • 3 punti per ogni annualità di servizio valutabile.

Per il precedente concorso non sarebbe quindi necessario essere risultati vincitori: assumerebbe rilievo anche il superamento di tutte le prove, purché la procedura riguardi la specifica classe di concorso e lo stesso grado di istruzione.

Sul sostegno, la nuova previsione attribuirebbe ai percorsi straordinari INDIRE lo stesso punteggio aggiuntivo riconosciuto alla specializzazione ottenuta attraverso i percorsi selettivi.


Abilitazioni: conta anche il tipo di percorso

Per la scuola secondaria viene eliminato dalla tabella il riferimento ai 24 CFU, che non costituiscono più il requisito ordinario previsto dal nuovo sistema di formazione e reclutamento.

La modifica non annulla i titoli già conseguiti né interviene sulle procedure passate: serve ad adeguare la tabella al nuovo sistema di accesso ai concorsi.

Cambierebbe anche il punteggio aggiuntivo attribuito alle abilitazioni:

  • 12,50 punti se l’abilitazione è stata conseguita attraverso un percorso con accesso selettivo;

  • 5 punti se deriva da un percorso privo di selezione in ingresso.

Le abilitazioni conseguite all’estero potranno essere valutate soltanto dopo il riconoscimento in Italia ai sensi della normativa vigente. Lo stesso principio viene espressamente richiamato per i dottorati di ricerca ottenuti fuori dal territorio nazionale.

Lingue, CLIL e italiano L2

La revisione interessa anche i titoli linguistici. Le certificazioni dovranno essere state rilasciate da un ente riconosciuto dal Ministero nel periodo in cui il titolo è stato conseguito.

Il punteggio previsto è:

  • 3,75 punti per una certificazione di livello C1;

  • 5 punti per il livello C2.

Potrà essere valutata una sola certificazione per ciascuna lingua straniera. Per le certificazioni CeCLIL viene invece precisato che i percorsi devono essere svolti dalle università.

Il titolo di specializzazione nell’insegnamento dell’italiano L2 sarà valutato 3,75 punti, con il riferimento aggiornato al DM 92/2016, come modificato dal DM 130/2023.

La bozza chiarisce inoltre che, nel calcolo del voto del titolo di accesso, le eventuali frazioni da considerare sono quelle ottenute dopo la riconduzione del voto in centesimi.

Classi di concorso accorpate

Una precisazione specifica riguarda le classi di concorso accorpate dal DM 255/2023. Il servizio prestato su una delle classi coinvolte sarà considerato specifico anche per l’altra classe aggregata.

La disposizione può incidere sul punteggio dei docenti che hanno lavorato su classi successivamente confluite in un’unica nuova classe di concorso, evitando che il servizio già maturato perda la propria specificità.


Cosa succede adesso

Il CSPI ha espresso il proprio parere, ma per l’applicazione delle nuove regole bisognerà attendere la pubblicazione del decreto ministeriale e delle tabelle definitive.

Non sono ancora aperte domande e il provvedimento non costituisce un bando di concorso. Soltanto il testo finale permetterà di verificare quali osservazioni siano state recepite e quali punteggi saranno utilizzati nelle prossime procedure.

A te, docente, ritieni equilibrata una tabella che assegna maggiore peso ai precedenti concorsi, alle specializzazioni e al servizio? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.

di Claudio Castagna


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