Carta del docente ridotta a 370 euro? Decreto entro il 30 gennaio 2027, supplenti brevi ancora esclusi
Dopo i 383 euro dell’ultimo anno, sul prossimo importo circola una cifra ancora più bassa. Ma il quadro resta aperto e la risposta arriverà soltanto con il nuovo...

Spuntano le prime indiscrezioni sulla Carta del docente, una prima data da segnare è quella del 30 gennaio 2027. Entro quel giorno dovrà essere adottato il decreto interministeriale che stabilirà la cifra definitiva per tutti gli aventi diritto. Occorre ricordare, infatti, che fino al 31 dicembre possono essere stipulati contratti annuali per i precari, che hanno anch’essi diritto al beneficio. Il 30 gennaio, dunque, non indica la data certa dell’accredito della Carta, ma il termine previsto per l’adozione del decreto.
Per quanto riguarda il suo valore, dagli originari 500 euro, nell’a.s. 2025/26 l’importo è stato ridotto a 383 euro.
Non sappiamo con esattezza quale sarà il valore della Carta nell’a.s. 2026/27, ma si parla di un ulteriore taglio che farebbe scendere la cifra a circa 370 euro. Si tratta, però, soltanto di un’indiscrezione. Nei mesi scorsi si era parlato anche della volontà politica di reperire nuove risorse per riportare l’importo verso gli originari 500 euro. Al momento nessuna delle due ipotesi è stata confermata ufficialmente.
La cifra esatta la conosceremo con il decreto interministeriale previsto entro il 30 gennaio. L’eventuale riduzione sarebbe legata all’ampliamento della platea dei beneficiari, che comprende anche i precari. Più in generale, il beneficio riguarda i docenti delle scuole statali e il personale educativo, sia a tempo pieno sia part-time.
Rientrano nella platea dei beneficiari: docenti con contratto a tempo indeterminato, neoassunti e chi presta servizio part-time; docenti con supplenza annuale fino al 31 agosto su posto vacante e disponibile; docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche, generalmente al 30 giugno, novità introdotta nell’a.s. 2025/26; personale educativo delle istituzioni scolastiche statali; docenti nel periodo di formazione e prova; docenti dichiarati inidonei all’insegnamento per motivi di salute nei casi previsti dalla normativa; docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o utilizzati in altre funzioni; docenti in servizio nelle scuole italiane all’estero e docenti delle scuole militari.
Tuttavia, salvo successive modifiche, restano ancora fuori dall’elenco gli insegnanti con supplenze brevi o temporanee. Per altri docenti, invece, il riconoscimento della Carta può arrivare attraverso una sentenza favorevole.
di Natalia Sessa
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