"Vicepresidi", sono oltre 100mila. Quali possibilità di carriera? Anief chiede il riconoscimento della figura: ecco il manifesto redatto con Ancodis e Condir
- La Redazione

- 19 lug 2025
- Tempo di lettura: 5 min
"La sa bene il sindacato Anief, che in collaborazione con Ancodis e Condir, continua ad operare per la valorizzazione di oltre 100mila collaboratori permanenti della... "

Le scuole italiane devono prevedere il riconoscimento delle figure di sistema da collocare a livello intermedio tra la dirigenza scolastica e il personale: la sa bene il sindacato Anief, che in collaborazione con Ancodis e Condir, continua ad operare per la valorizzazione di oltre 100mila collaboratori permanenti della dirigenza scolastica.
L’obiettivo dichiarato è quello di ripercorrere il modello organizzativo-lavorativo dei quadri professionali intermedi già adottato in tutto il resto della PA. Anief, sempre insieme ad Ancodis e Condir, ha dapprima chiesto al Ministero dell’Istruzione l’avvio di un tavolo tecnico e successivamente ha realizzato un Manifesto che sancisce le richieste sindacali specificatamente “per valorizzare le figure di sistema della scuola dell’autonomia”.
Sempre per dare merito alle figure di sistema e il loro lavoro (non riconosciuto) nella scuola autonoma, con la fine dell’anno scolastico Ancodis ha proposto l’annuale questionario ai collaboratori dei dirigenti scolastici e alle figure di sistema, in modo da produrre gli esiti e poi pubblicizzarli attraverso un dettagliato ed esaustivo report informativo. Questi esiti ci dicono chi sono i collaboratori dei ds e le figure di sistema, di cosa si sono occupati, quali incarichi hanno espletato e in quali tempi, quali azioni formative hanno conseguito; grazie al questionario sono stati rilevati dati e informazioni che certificano la qualità e la quantità di lavoro di alto valore professionale di decine di migliaia di donne e uomini che ogni anno si rendono disponibili ad assumere incarichi aggiuntivi nelle loro scuole.
“Parliamo di docenti che – oltre il servizio contrattuale - svolgono in scuole sempre più complesse un imponente quotidiano lavoro organizzativo, progettuale, di monitoraggio e di verifica; con professionalità sono impegnati nel prevalente scopo di garantire il diritto allo studio agli alunni e la qualità dell’offerta formativa alla loro comunità scolastica”, spiega Ancodis. “Oggi sempre più la scuola autonoma si fonda sull’interconnessione di tre anelli: i docenti impegnati dentro gli ambienti di apprendimento, il personale non docente impegnato nel funzionamento amministrativo e nella cura degli ambienti e la squadra dell’autonomia (collaboratori dei ds e figure di sistema) impegnata sine die nel “campo da gioco” per il funzionamento organizzativo e didattico della scuola autonoma”.
Per questi motivi Ancodis, con Anief e Condir, chiedono con forza e determinazione la nuova articolazione professionale della funzione docente innestata in un percorso di vera carriera professionale che riconosca i diversi lavori in termini di qualità del lavoro, di tempo dedicato, di professionalità espletata e di specifica formazione conseguita. In un tempo di rinnovo del CCNL, nella scuola autonoma, non è possibile emarginare queste risorse professionali che rivendicano soltanto il diritto alla piena esistenza contrattuale in una nuova area definita nel sistema scolastico italiano.
Non si tratta di costruire gerarchie giuridiche o docenti privilegiati o cerchi magici – timori infondati costruiti ad arte con chiara matrice ideologica di chi vuol lasciare tutto così come è - ma di riconoscere pari dignità ai lavori dentro e fuori gli ambienti di apprendimento; si tratta di definire un percorso trasparente di carriera che preveda per i docenti che lo vorranno ed in possesso di specifici titoli e requisiti, la transizione nell’area delle figure di sistema e poi successivamente – se lo riterranno – in quella dirigenziale; si tratta di superare l’anacronistico tabù della carriera piatta che ha reso oggi la funzione docente priva dei necessari stimoli professionali e poco attrattiva, per molti diventata lavoro di transito verso orizzonti più sicuri e gratificanti. Perché la complessità della scuola autonoma non può essere affidata all’azione solitaria di "un numero primo". Ciascun Ds si avvale del lavoro della squadra dell’autonomia, della competenza e della professionalità di docenti che ricevono in cambio solo un modestissimo riconoscimento economico in sede di contrattazione di istituto. Ed in sua assenza – caso unico nella Pa - non esiste una figura giuridicamente e contrattualmente riconosciuta per la sua sostituzione.
Cosa potrebbe accadere in ogni scuola se nel prossimo mese di settembre – considerato il trattamento contrattuale (inesistente!) e quello economico (al limite dell’umiliazione!) - ogni componente della squadra dell’autonomia decidesse di desistere dal suo incarico per cercare altre strade? Sarebbe quasi impossibile fare scuola, organizzare un anno scolastico, progettare l’offerta formativa, seguire tutti i processi necessari all’inclusione, programmare le attività extradidattiche per la continuità, programmare tutte le fasi relative ai percorsi di orientamento, gestire la digitalizzazione delle procedure, pianificare ogni azione ritenuta necessaria per la tutela e la sicurezza in territorio scolastico, garantire un efficiente servizio per la comunità e il territorio!
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è fuori di dubbio l’esigenza di introdurre nelle nostre scuole un livello professionale intermedio tra la dirigenza ed il personale scolastico: quando si parla tanto di meritocrazia e merito va ricordato che bisogna perseguirlo anche nei fatti, quindi attraverso dei profili professionali che sanciscono formalmente ed economicamente il lavoro e le competenze acquisite e messe a disposizione dell’istituzione scolastica. È il momento che le ‘figure di sistema’, rientranti nel middle management, vengano finalmente ben definite, con regole e modalità di accesso, quindi anche di retribuzione, di carriera e di formazione adeguata”.
“Confidiamo che tutte le forme di lavoro e tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola abbiano riconosciute il lavoro per la quantità e la qualità, in termini economici (come recita l’articolo 36 della Costituzione), in termini contrattuali (che alcuni autorevoli attori non protagonisti della scuola italiana vorrebbero nascondere)”, spiega Rosolino Cicero, presidente Ancodis.
Quello che vogliono ottenere Anief, Ancodis e Condir è una nuova articolazione della funzione docente con profili professionali per legge e nel contratto che individuano le figure di sistema della scuola dell'autonomia; utilizzare le risorse destinate alla formazione dalla contrazione degli organici per la valorizzazione dei collaboratori dei ds e i Dsga con la creazione di un fondo ad hoc; riconoscere il ruolo giuridico ed economico del collaboratore principale del DS (vicario), dei responsabili di plesso con esonero all'insegnamento e indennità specifiche e il profilo di direzione amministrativa dell'EQ al pari delle altre amministrazioni pubbliche; programmare nella formazione incentivante dei docenti specifici percorsi di gestione, direzione, coordinamento, controllo, pianificazione, sicurezza e progettazione didattica; certificare nel curriculum professionale del docente gli incarichi svolti al fine di un più rapido avanzamento dei gradoni stipendiali, di punteggi aggiuntivi nelle graduatorie interne d’istituto, nella mobilità, nei concorsi ispettivi e di accesso alla dirigenza e di quote di accesso riservate ai concorsi per gli incarichi di stretta collaborazione. Infine, si chiede di formalizzare un Piano Triennale Organizzativo e gestionale coerente con il PTOF con la designazione degli incarichi ricoperti per collaboratori dei DS, responsabili dei plessi distaccati, le funzioni strumentali, i coordinatori di dipartimento, gli animatori digitali, i docenti tutor per l'orientamento e i docenti orientatori e i referenti di sistema.
di LA REDAZIONE
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