Riscatto laurea a 900 euro l'anno per docenti e ATA, Anief presenta un emendamento al Decreto Scuola
Il sindacato chiede di ridurre i costi del riscatto degli anni universitari per il personale dell'Istruzione e della Ricerca.

Riscatto agevolato della laurea a non più di 900 euro per ogni anno di corso universitario. È la proposta che il sindacato Anief intende portare in Parlamento attraverso un emendamento al Decreto Scuola n. 170/2026, con l'obiettivo di ridurre il costo del riconoscimento degli anni di studio ai fini pensionistici per i dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca. A confermare l'iniziativa è il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, che annuncia la presentazione della proposta entro il 20 ottobre, in vista dell'esame parlamentare del provvedimento.
“Sul riscatto agevolato della laurea per i dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca, pari a non più di 900 euro per ogni anno di corso svolto all’Università, il sindacato Anief non arretra: abbiamo intenzione di chiedere l’approvazione del provvedimento, che equiparerebbe i dipendenti dei comparti della Conoscenza agli ufficiali militari, con uno specifico emendamento al Decreto Scuola n. 170-2026 che da inizio novembre verrà esaminato a Palazzo Madama”, dichiara Pacifico.
Secondo il calendario parlamentare richiamato dal sindacato, il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato al 20 ottobre, mentre l'approdo del decreto nell'Aula del Senato è previsto a partire dal 3 novembre. La proposta, dunque, non è ancora una misura approvata, ma una richiesta di modifica legislativa che Anief intende sottoporre al Parlamento.
La questione riguarda soprattutto il costo che i lavoratori devono sostenere per trasformare gli anni universitari in periodi contributivi utili alla pensione. Un onere che, secondo il sindacato, può raggiungere cifre particolarmente elevate. “Spendere anche oltre 60-70 mila euro – ha commentato qualche giorno fa il leader dell’Anief – per vedersi riconosciuto il titolo accademico tra i contributi utili al pensionamento è follia. Perché studiare se il riscatto della laurea è così oneroso e con questo titolo si guadagna e si va in pensione poi alla fine come se si avesse un diploma?”
Pacifico ribadisce che l'obiettivo del sindacato rimane ancora più ambizioso rispetto alla soglia dei 900 euro annui. “Il riscatto della laurea, continuiamo a sostenerlo, dovrebbe essere gratuito. Ancora di più perché il bilancio INPS non tutela gli interessi dei dipendenti pubblici: lo Stato, infatti, non paga i contributi (figurativi) dei lavoratori statali e poi spende soldi per la spesa sociale, attivando ad esempio la Naspi, che è un diritto comunque importante perché va a coprire i periodi di disoccupazione”.
Il presidente Anief collega la richiesta anche all'innalzamento dell'aspettativa di vita e al progressivo allontanamento dell'età di pensionamento, che rischia, secondo il sindacato, di trattenere in servizio i lavoratori fino a quasi 70 anni. “La verità è che chi lavora a scuola e ha decenni di contributi deve andare a pensione a 60 anni”, conclude Pacifico.
Accanto al riscatto agevolato della laurea, Anief rilancia infatti la richiesta di consentire al personale scolastico di lasciare il lavoro dopo i 60 anni senza penalizzazioni economiche, soprattutto in presenza di condizioni di stress e logoramento professionale.
Il sindacato sostiene che l'INPS disponga di oltre 40 miliardi di euro di risorse destinate alla salvaguardia della salute dei lavoratori e propone di utilizzarne 10 miliardi per favorire il pensionamento del personale scolastico colpito da burnout. Si tratta di una richiesta sindacale, non di uno stanziamento già disposto.
Anief propone inoltre di separare la spesa assistenziale da quella previdenziale nel bilancio INPS e di inserire il tema della tutela della salute del personale nella contrattazione collettiva nazionale 2025-2027.
A sostegno delle proprie rivendicazioni, il sindacato richiama anche uno studio dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, dedicato alle caratteristiche degli ambienti professionali e ai rischi per la salute mentale degli insegnanti.
“Gli ambienti di lavoro dei professionisti dell'insegnamento – spiega lo studio europeo richiamato da Anief – differiscono significativamente da quelli degli uffici, del settore sanitario e dei servizi e degli ambienti di lavoro industriali”. Per il sindacato, queste specificità dovrebbero essere considerate nella definizione delle tutele previdenziali e nel riconoscimento del lavoro docente come attività caratterizzata da particolari condizioni di stress. Resta ora da verificare se la proposta di riscatto della laurea a un massimo di 900 euro per anno universitario sarà accolta durante l'esame parlamentare del Decreto Scuola. Fino a un'eventuale approvazione, continuano ad applicarsi le regole attualmente vigenti.
di La Redazione
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