Mensa, il maestro non segnala gli alunni con rette non pagate: "Mi hanno cancellato dalla lista dei pasti"
Il caso a Biella: il Comune chiede ai docenti di intervenire sulle rette non pagate. Un insegnante si oppone e denuncia di essere stato escluso dal servizio mensa. La vicenda arriva in Parlamento.

Si è rifiutato di segnalare gli alunni le cui famiglie non erano in regola con il pagamento della mensa. Successivamente, racconta, non ha ricevuto il proprio pranzo. La denuncia arriva da un insegnante di una scuola primaria di Biella.
Il docente riferisce che il suo nominativo sarebbe stato cancellato dall’elenco dei pasti, mentre nelle settimane precedenti aveva usufruito regolarmente del servizio.
"Mi hanno detto che non “ero segnato in bolla”, anzi che il mio nome era 'cancellato'", racconta il maestro, che non sa spiegarsi il motivo dell'esclusione e si domanda se possa esserci un legame con la sua decisione di non segnalare i bambini. Un interrogativo che, al momento, rimane senza risposta. All’origine della controversia c’è una circolare del Comune, protocollata il 23 settembre e indirizzata ai dirigenti delle scuole primarie. Con quel documento, l'amministrazione chiede la collaborazione di insegnanti e personale ausiliario per verificare quali alunni possano accedere alla mensa.
Per gli alunni con rette non pagate, la richiesta è di contattare i genitori affinché vengano a riprenderli.
L’amministrazione giustifica la richiesta richiamando un principio di equità: quando le famiglie non pagano il servizio, sostiene il Comune, il costo finisce per ricadere sull'intera collettività. È proprio il coinvolgimento degli insegnanti nei controlli a suscitare le contestazioni. Roberta Cimma, segretaria provinciale di Sinistra Italiana-Avs, contesta la decisione dell'amministrazione, sostenendo che i docenti "non possono essere trasformati in uno strumento di controllo delle posizioni economiche delle famiglie, né possono diventare esattori per conto del Comune".
Il maestro aveva manifestato pubblicamente la propria contrarietà e racconta di aver comunque garantito il pasto ai suoi alunni non in regola con le rette.
La vicenda ha raggiunto anche il Parlamento. La deputata Elisabetta Piccolotti, di Avs, ha annunciato un'interrogazione al ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, denunciando quello che definisce "un clima di continua intimidazione politica". La parlamentare chiede chiarimenti sulla decisione di coinvolgere gli insegnanti nel controllo delle rette e sollecita la garanzia del pasto ai docenti, indipendentemente dalla loro disponibilità a svolgere queste verifiche.
Il Comune di Biella, intanto, ha respinto le accuse. In una nota diffusa il 13 ottobre, l'amministrazione ha precisato che agli insegnanti non è stato chiesto di riscuotere le rette, ma di collaborare alla verifica delle iscrizioni al servizio mensa. Ha inoltre escluso che siano stati negati pasti per ragioni legate alle scelte alimentari, richiamando le procedure previste per le diete speciali.
Rimane, però, una domanda alla quale non è ancora stata data risposta: perché il nome del maestro è scomparso dall'elenco dei pasti? Non ci sono elementi sufficienti per collegare l'esclusione al suo rifiuto. Ma la vicenda solleva anche un'altra questione: fino a che punto un insegnante può essere chiamato a occuparsi delle difficoltà economiche delle famiglie, anziché dell'educazione dei bambini?
di La Redazione
Pensioni scuola 2027, domande da oggi al 21 ottobre: requisiti e date da ricordare
Assicurazione sanitaria docenti e ATA, il codice di conferma non arriva? Cosa controllare per completare la registrazione
GPS, il punteggio può cambiare dopo la prima supplenza: cosa controlla la scuola e perché conservare il decreto di convalida




.jpg)
.jpg)
















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)
Commenti