Incontro all'ARAN, Anief è già pronto e chiederà: settimana corta di 5 giorni, stipendi più alti, riconoscimento di burnout, buoni pasto, revisione mobilità. I punti spiegati da Marcello Pacifico
"Stipendi di docenti e Ata per superare l’inflazione, riconoscimento del burnout, settimana lavorativa su cinque giorni, riconoscimento dei buoni pasto e molto altro..."

Anief comunica i temi che sottoporrà all’Aran nel corso della trattativa per il rinnovo contrattuale. Durante l'incontro si parlerà di: risorse specifiche per gli stipendi di docenti e Ata per superare l’inflazione, riconoscimento del burnout, nuovi investimenti nell’istruzione, settimana lavorativa su cinque giorni con diritto alla disconnessione, riconoscimento dei buoni pasto, revisione dei vincoli sulla mobilità del personale già di ruolo, parità di trattamento tra precari e personale di ruolo. Di seguito le parole di Marcello Pacifico nel comunicato ufficiale ANIEF:
Settimana lavorativa di cinque giorni e diritto alla disconnessione
L’organizzazione dell’orario di lavoro del personale scolastico è una delle questioni che ANIEF intende affrontare nel rinnovo del contratto. Pacifico propone di estendere la settimana lavorativa di cinque giorni anche al personale ATA. Inoltre, il presidente ANIEF richiama la necessità di costruire standard comuni per la professione docente, non soltanto rispetto agli orari, ma anche sul piano delle retribuzioni. “Noi vorremmo che ci fosse un sistema comune e vorremmo che l’Europa si occupasse degli insegnanti. Certamente l’Europa si pronuncerà il 20 novembre con un’agenda aggiornata su un tema, quello dell’istruzione e degli insegnanti della scuola, che non è mai riuscito a ottenere dagli Stati membri la possibilità di poter definire delle norme comuni, fino ad arrivare a uno stesso stipendio. In Italia abbiamo proposto nel contratto una riduzione a cinque giorni a settimana. Già avviene in molte scuole, per esempio il sabato in molte scuole i docenti non lavorano, ma vorremmo anche che il personale ATA non lavorasse eventualmente”.
Buoni pasto per docenti e ATA, la richiesta di inserirli nel contratto
Un altro punto centrale della piattaforma sindacale riguarda il riconoscimento dei buoni pasto. Secondo Pacifico, la loro assenza nel comparto scolastico rappresenta una disparità rispetto ad altri settori del pubblico impiego e al lavoro privato. “Il tema del buono pasto è un tema fondamentale ormai che riguarda l’Italia, soprattutto nel momento in cui discrimina tutti i lavoratori della scuola, docenti, educatori e quindi anche personale amministrativo, collaboratori e assistenti amministrativi delle scuole, mentre è riconosciuto per esempio nell’università, è riconosciuto in tutti gli altri comparti pubblici”. ANIEF intende perseguire questo obiettivo sia attraverso interventi legislativi sia durante la contrattazione. Pacifico sottolinea anche la necessità di individuare risorse economiche che consentano di finanziare la misura. “Noi vorremmo che questi diritti fossero riconosciuti. Stiamo lottando, abbiamo presentato diverse volte degli emendamenti. Speriamo che nel decreto scuola questa cosa passi...”.
Mobilità, precari, personale ATA e burnout tra le priorità contrattuali
Tra le priorità individuate da Pacifico figurano la mobilità, la parità di trattamento tra supplenti e dipendenti di ruolo, la valorizzazione delle professionalità ATA e il riconoscimento del carattere usurante del lavoro scolastico. “Mettere delle deroghe ai vincoli sulla mobilità, per permettere a chi è in assegnazione provvisoria di potersi ricongiungere con i propri figli under 16, addirittura under 18 vorremmo. E ancora vorremmo la parità di trattamento giuridico ed economico tra personale precario e di ruolo”. Una parte delle rivendicazioni riguarda la valorizzazione delle professionalità interne alla scuola e le prospettive di sviluppo economico e professionale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
" C’è da valorizzare i DSGA, abbiamo i soldi delle risorse del dimensionamento, magari passandoli alle altre professionalità. Siamo riusciti nella parte economica a valorizzare gli operatori scolastici, le nuove figure in 40.000 che entreranno nelle nostre scuole...Nel frattempo abbiamo rivoluzionato quello che era bloccato da trent’anni, cioè l’evoluzione per il personale ATA di avere una progressione stipendiale”. Tra le richieste compare anche il riconoscimento del burnout e delle conseguenze che il lavoro scolastico può avere sulla salute dei dipendenti. “Ancora vorremmo che sia riconosciuto il burnout. Per noi è fondamentale...Questo perché, qualora fosse riconosciuto usurante, potremmo andare in pensione a 60 anni come nelle forze armate, come nelle forze di polizia”.
Stipendi, inflazione e legge di bilancio, la richiesta di nuove risorse
Pacifico affronta la questione salariale, chiedendo al Governo di destinare nuove risorse al personale scolastico nella legge di bilancio. “Ricordo che a gennaio avremo nuovi aumenti, quelli finali della parte economica 2025-2027, mentre se poi si sblocca il nuovo contratto potremmo persino anticipare gli aumenti economici per il 2028-2030. È fondamentale però che nella legge di bilancio il Governo metta dei soldi per allineare l’inflazione”...“Metta dei soldi per recuperare il gap per l’istruzione. Noi prendiamo 10 mila euro in meno rispetto a chi lavora nel pubblico impiego. Vada ad allineare quei soldi, per esempio dell’indennità integrativa speciale, della scala mobile, almeno 250 euro netti al mese per il personale scolastico...”.
di Natalia Sessa
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