Assunzioni docenti a tempo indeterminato, Pittoni: un obiettivo per garantire qualità
Pittoni: "Gli ultimi anni hanno visto la crescita esponenziale delle supplenze a scapito della stabilizzazione dei docenti, prima...

Il sistema scolastico italiano si trova da anni ad affrontare un problema strutturale che mina alla base la qualità dell’insegnamento, la mancanza di continuità didattica. Alla radice di questo disagio c’è il crescente ricorso a docenti supplenti, una tendenza ormai consolidata che ha assunto proporzioni preoccupanti. Anche per quest’anno scolastico il numero delle supplenze è in costante aumento, confermando l’urgenza di un intervento radicale sul meccanismo di reclutamento degli insegnanti.
Dall'ultima dichiarazione del senatore Mario Pittoni, rilasciata oggi 19 aprile, emerge la forte esigenza di un cambio di rotta. L'auspicio è quello di assumere a tempo indeterminato tutti quei docenti che hanno esperienza e merito. Si legge a chiare lettere nelle parole del Senatore che la strada che può arginare la supplentite è il doppio canale di reclutamento.
A tal proposito Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, già presidente della commissione Cultura al Senato, afferma: "Gli ultimi anni hanno visto la crescita esponenziale delle supplenze a scapito della stabilizzazione dei docenti, prima garanzia di qualità dell'insegnamento. Va quindi velocizzato il reclutamento a tempo indeterminato diversificando i meccanismi: non più solo concorsi, ma attenzione anche a merito ed esperienza".
La supplentite sta diventando un male cronico per il sistema scolastico italiano. Secondo il senatore l’unica strada efficace per affrontare questa emergenza è l’introduzione di un sistema di reclutamento a doppio canale, che affianchi al tradizionale concorso anche un percorso basato su merito ed esperienza.
L’obiettivo è duplice: da un lato, continuare a garantire l’accesso all’insegnamento attraverso prove selettive mentre dall’altro dare finalmente una risposta concreta ai tanti docenti che da anni lavorano nelle scuole italiane e che, pur avendo maturato competenze sul campo, rimangono in una condizione di precarietà. Per Pittoni è proprio l’esperienza acquisita in aula a rappresentare un elemento di merito che va riconosciuto e valorizzato, non ignorato come spesso accade oggi.
di La Redazione




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