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Vittorio Sgarbi in terapia intensiva: "Condizioni critiche ma stabili". La preoccupazione della figlia Evelina

47 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Dalla televisione ai musei, Vittorio Sgarbi ha portato l’arte nella vita di tante persone. Il ricovero al Gemelli riporta l’attenzione sull’uomo che abbiamo imparato a conoscere...

Vittorio Sgarbi, 74 anni, è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma per un’insufficienza respiratoria, dovuta a una polmonite. Il critico d’arte è stato portato in ospedale mercoledì 30 settembre. Nel bollettino diffuso nella serata di giovedì 1° ottobre, il Gemelli ha comunicato: «Le sue condizioni pur critiche sono attualmente stabili».

Nel pomeriggio di giovedì la figlia Evelina è andata a trovarlo. Dopo la visita ha raccontato: «Sono sconvolta. L’ho trovato in una condizione di sofferenza estrema». Parole che restituiscono la preoccupazione di una figlia davanti al proprio padre in ospedale. In quei momenti si cercano notizie, si aspetta di parlare con i medici, si spera in un miglioramento.

Siamo abituati a riconoscere Sgarbi dalla voce, dalle discussioni televisive, dalle risposte che non lasciano spazio all’interlocutore. Ma era stato lui stesso, nel marzo del 2025, a raccontare una fragilità che molti non avrebbero associato a quel temperamento.

Parlando della depressione con Antonio Gnoli, in un’intervista a Repubblica, aveva detto: «Mi sembra un treno che si è fermato a una stazione sconosciuta».  È un’immagine semplice, che aiuta a capire lo smarrimento: fermarsi senza sapere dove ci si trovi e come ripartire. Anche una persona che siamo abituati a vedere sicura, pronta a discutere e a sostenere le proprie idee può attraversare un momento in cui tutto diventa difficile.

Nella primavera del 2025 Sgarbi era già stato ricoverato al Gemelli durante una grave fase depressiva. Il ricovero attuale riguarda invece un’insufficienza respiratoria, secondo quanto comunicato dall’ospedale.

Negli ultimi mesi era tornato a partecipare a incontri pubblici: a luglio a Bergamo, per la Milanesiana, e ad agosto a Rovereto, per il Mart, di cui è presidente. Il lavoro e l’arte continuavano a trovare spazio nelle sue giornate.

L’arte è anche il motivo per cui tante persone lo ascoltano: la capacità di soffermarsi su un dipinto, di raccontarne un dettaglio, di far venire voglia di visitare una chiesa o un museo. Accanto al personaggio che divide, c’è questo rapporto con chi lo segue.

Adesso l’attenzione è sulle sue condizioni di salute e sugli aggiornamenti dell’ospedale. L’ultimo bollettino disponibile, diffuso il 1° ottobre, descrive un quadro ancora critico, pur nella stabilità delle condizioni.



di Leandro Castagna

 
 
 

2 commenti


Giuditta Labate
4 minuti fa

Sono molto molto dispiaciuta per quanto sta accadendo al grande Sgarbi,mi è sempre piaciuto per come spiega l'arte, essa fa parte di sé e l'enfasi che ha sempre caratterizzato la sua persona lo rappresenta nella sua grandezza e competenza, prego Dio che lo salvi anche ora 🙏❤️

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Ospite
22 minuti fa

Mi auguro che la forza della sua cultura, gli permetta di trovare ancora una volta la forza per rialzarsi e motivare tutti noi!

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