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Scuola, premi in busta paga solo ai migliori. Nuove regole per gli incentivi

30 lug
Tempo di lettura: 2 min

La riforma della PA introduce nuove regole per valutazioni e incentivi e modifica la destinazione delle risorse non assegnate.

Le risorse destinate ai premi di risultato non resteranno più necessariamente inutilizzate. Se gli obiettivi non saranno raggiunti e il premio non verrà riconosciuto, quelle somme potranno essere destinate alla valorizzazione del restante personale. È una delle principali novità introdotte dalla Legge 2 luglio 2026, n. 119, che riforma il sistema di valutazione della performance nella Pubblica amministrazione.

L'intervento normativo modifica il decreto legislativo n. 150/2009 e il decreto legislativo n. 165/2001, rafforzando il collegamento tra risultati conseguiti, valutazione della performance e riconoscimento economico.


Le risorse non assegnate non andranno perse

Tra gli aspetti più innovativi della riforma vi è la diversa gestione delle risorse destinate ai premi di risultato.

Se un dirigente non raggiunge gli obiettivi assegnati e, di conseguenza, non ottiene il premio economico, le somme non resteranno inutilizzate. Potranno infatti essere impiegate per valorizzare il restante personale, secondo le modalità che saranno definite dai provvedimenti attuativi, con l'obiettivo di premiare il contributo di chi concorre al raggiungimento dei risultati dell'amministrazione.


Valutazioni più selettive

La riforma interviene anche sul sistema di valutazione, introducendo criteri più rigorosi.

I punteggi più elevati non potranno essere attribuiti a più del 30% dei dipendenti valutati, superando una prassi che in molte amministrazioni portava la quasi totalità del personale a conseguire giudizi di eccellenza.

Anche gli incentivi economici saranno assegnati in modo più selettivo: i premi aggiuntivi potranno essere riconosciuti soltanto a una quota limitata di lavoratori che conseguiranno le migliori performance.

Più peso a obiettivi e formazione

Le amministrazioni dovranno definire gli obiettivi entro il primo trimestre dell'anno, così da rendere più trasparente la misurazione dei risultati.

Assumeranno inoltre un ruolo sempre più rilevante la formazione continua e l'aggiornamento professionale, considerati strumenti essenziali per migliorare la qualità dei servizi resi ai cittadini.

La legge evidenzia infatti la volontà di «valorizzare le capacità manageriali come leve abilitanti per il funzionamento delle organizzazioni», promuovendo al tempo stesso la formazione quale elemento strategico per la crescita professionale e il miglioramento delle performance.

Serviranno i provvedimenti attuativi

Sebbene la riforma sia stata approvata in via definitiva, per la sua piena applicazione saranno necessari i provvedimenti attuativi che definiranno nel dettaglio le modalità di valutazione, i criteri di attribuzione degli incentivi e la destinazione delle risorse.

Solo dopo l'adozione di tali disposizioni le singole amministrazioni potranno adeguare i propri regolamenti interni e rendere operative le nuove misure.


di La Redazione



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