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Schettini: “Groenlandia e Antartide hanno perso 11.300 miliardi di tonnellate di ghiaccio”. Ma se il ghiaccio si scioglie, perché il mare si alza? (VIDEO)

55 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Il professore parte da un dato impressionante e con un semplice esperimento spiega cosa accade davvero quando si sciolgono i ghiacci. Poi la domanda più importante: dobbiamo preoccuparci?

“Groenlandia e Antartide hanno perso 11.300 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Sono numeri enormi, cioè pazzesco”. Vincenzo Schettini, professore di fisica e volto de La Fisica che ci piace, parte da un numero difficile persino da immaginare per raccontare cosa sta accadendo ai grandi ghiacci continentali del nostro Pianeta.

Per capire davvero quanto siano 11.300 miliardi di tonnellate, Schettini porta quel numero apparentemente lontanissimo dentro un'immagine che possiamo vedere quasi davanti ai nostri occhi:

“Per capirci è come se volessimo ricoprire l'Italia intera con uno strato di ghiaccio, ce ne servirebbe uno alto 41 m”. Il dato arriva da uno studio scientifico richiamato dal professore e riguarda il periodo compreso tra il 1979 e il 2023. Ma è proprio da qui che Schettini prova a smontare un'idea che può sembrare intuitiva: il ghiaccio si scioglie, finisce nell'acqua e il livello del mare sale.

È davvero sempre così?

Per scoprirlo non servono formule complicate. Schettini propone un piccolo esperimento: prendere una bacinella trasparente, riempirla per metà d'acqua, aggiungere alcuni cubetti di ghiaccio e segnare il livello raggiunto. Poi aspettare che quei cubetti si sciolgano. La domanda è semplice: quando il ghiaccio sarà diventato acqua, il livello sarà più alto?

La risposta è probabilmente quella che molti non si aspettano.

“Se avete fatto l'esperimento noterete che il livello è rimasto lo stesso, cioè è scioccante, ma è così”. 

Dietro quel risultato c'è il principio di Archimede: il ghiaccio che galleggia ha già spostato l'acqua e, una volta sciolto, il livello sostanzialmente rimane lo stesso.

Ed è qui che la lezione diventa ancora più interessante. Se il ghiaccio che galleggia si scioglie senza far aumentare il livello dell'acqua, perché lo scioglimento dei grandi ghiacci sta contribuendo all'innalzamento dei mari?

La differenza è in una parola: terraferma.

“Quell'innalzamento del livello dell'acqua è dovuto allo scioglimento dei ghiacciai che sono sulla terra ferma. Quindi bisogna concentrarsi sui ghiacciai che sono sulla terra ferma”. 

Schettini parla del ghiaccio continentale della Groenlandia e dell'Antartide, enormi masse che si trovano sui continenti e che lentamente possono raggiungere il mare. Per spiegarne il movimento invita a immaginarle come montagne di ghiaccio che, per effetto della gravità, scorrono verso la costa.

Il riscaldamento globale interviene accelerando questo processo:

“Con il riscaldamento globale c'è più ghiaccio continentale che entra nell'oceano e che sciogliendosi innalza il livello del mare”.

Il fenomeno reale, precisa lo stesso Schettini, è molto più complesso dell'immagine utilizzata per raccontarlo. Ma il punto essenziale rimane: non è il ghiaccio che già galleggia nell'acqua quello sul quale dobbiamo concentrare l'attenzione, ma quello che dalla terraferma raggiunge il mare.

Secondo lo studio citato dal professore, l'84% della perdita di massa osservata avviene attraverso il meccanismo di scarico del ghiaccio in mare, mentre un'altra parte è dovuta allo scioglimento superficiale, con l'acqua che raggiunge a sua volta l'oceano.

A questo punto rimane però la domanda che forse conta più di tutte. Schettini stesso la pone senza girarci intorno: “Dobbiamo preoccuparci?”

La risposta arriva altrettanto diretta:

“Indovinate un po', ragazzi? Certo che sì”.

Quando il livello del mare aumenta, il pensiero corre immediatamente alle città costruite lungo le coste. Schettini cita Monopoli, dove vive, e naturalmente Venezia, ma invita a non fermarsi all'immagine più immediata dell'acqua che invade strade e abitazioni.

Perché le conseguenze possono arrivare anche dove l'acqua del mare apparentemente non si vede.

“L'acqua salata, per esempio, può penetrare nel suolo, nel sottosuolo, vicino alle coste e contaminare le falde di acqua dolce”. 

E a quel punto il problema entra direttamente nella nostra quotidianità: irrigazione, terreni agricoli che diventano più salati, raccolti danneggiati, fino alle possibili conseguenze sulle fondamenta degli edifici.

Forse è proprio questo il passaggio che fa comprendere quanto il cambiamento del livello del mare non riguardi soltanto una linea che lentamente si sposta sulla spiaggia. Dietro quei centimetri ci sono città, case, acqua dolce e terreni dai quali ricaviamo ciò che mangiamo.

Schettini non indica una data precisa e, parlando delle conseguenze sulle città costiere, mantiene aperta proprio la variabile del tempo:

“Le città costiere, insomma, subiranno problemi sicuramente. Fra quanto non si sa, si parla di decine di anni”. 

Una lezione di fisica partita da alcuni cubetti di ghiaccio dentro una bacinella finisce così per portarci molto più lontano. Comprendere perché il livello dell'acqua cambia significa anche riuscire a vedere un po' meglio ciò che potrebbe accadere intorno a noi.

Per te, lettore che ci segui, sapevi che lo scioglimento di un pezzo di ghiaccio che già galleggia nell'acqua non ne aumenta il livello? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.

CLICCA È GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DEL PROFESSORE VINCENZO SCHETTINI



di Leandro Castagna

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