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Pensioni, aumenti fino a 115 euro lordi al mese con la rivalutazione al 3,1%? Le simulazioni fascia per fascia

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

I prezzi continuano a correre e per questo motivo anche le pensioni subiranno un aumento. La percentuale che circola in queste ore è passata dal 2,9 al 3,1%...

Le pensioni saranno nuovamente rivalutate per recuperare, almeno in parte, l’aumento del costo della vita. Parlare già di nuovi importi certi è però prematuro: la percentuale definitiva non è stata ancora stabilita.

L’ipotesi del 2,9% circolata nelle ultime ore si basava sull’inflazione acquisita ad agosto. Il quadro è già cambiato: secondo la stima preliminare dell’Istat, a settembre l’inflazione acquisita per il 2026 è salita al 3,1%.

Questo valore non coincide automaticamente con la rivalutazione delle pensioni, che viene calcolata utilizzando lo specifico indice dei prezzi al consumo e sarà definita attraverso un decreto del Ministero dell’Economia e del Ministero del Lavoro. Il 3,1% consente però di costruire una simulazione aggiornata, in attesa del dato ufficiale.

Quanto potrebbero aumentare le pensioni nel 2027

La tabella mostra cosa accadrebbe applicando una rivalutazione ipotetica del 3,1%, mantenendo l’attuale sistema a scaglioni.

Gli importi sono mensili, lordi e arrotondati. Non rappresentano ancora le somme che saranno effettivamente pagate dall’INPS.

Pensione lorda attuale

Aumento mensile stimato

Nuovo importo stimato

800 euro

24,80 euro

824,80 euro

1.000 euro

31,00 euro

1.031,00 euro

1.500 euro

46,50 euro

1.546,50 euro

2.000 euro

62,00 euro

2.062,00 euro

2.500 euro

77,34 euro

2.577,34 euro

3.000 euro

91,29 euro

3.091,29 euro

3.500 euro

103,19 euro

3.603,19 euro

4.000 euro

114,81 euro

4.114,81 euro

Per una pensione lorda di 1.000 euro l’aumento sarebbe quindi di circa 31 euro al mese, mentre con un assegno di 2.000 euro si arriverebbe a circa 62 euro. Una pensione da 4.000 euro potrebbe crescere di quasi 115 euro lordi mensili.

Perché sopra una determinata cifra il calcolo cambia

La rivalutazione non viene applicata nello stesso modo su tutto l’assegno. L’attuale disciplina prevede:

  • il 100% dell’indice sulla parte di pensione fino a quattro volte il trattamento minimo;

  • il 90% dell’indice sulla parte compresa tra quattro e cinque volte il minimo;

  • il 75% dell’indice sulla quota superiore a cinque volte il minimo.

Con un’ipotesi di rivalutazione del 3,1%, ciò significherebbe applicare il 3,1% sulla prima fascia, il 2,79% sulla seconda e il 2,325% sulla parte più alta dell’assegno.

Non è quindi corretto moltiplicare semplicemente per il 3,1% l’intero importo delle pensioni più elevate. Il calcolo avviene per scaglioni, come accade con le aliquote Irpef.

Cosa potrebbe accadere alle pensioni minime

Nel 2026 il trattamento minimo base è pari a 611,85 euro mensili. Applicando, a titolo puramente indicativo, una rivalutazione del 3,1%, l’importo salirebbe a circa 630,82 euro.

Occorre però considerare che nel 2026 alle pensioni pari o inferiori al minimo è riconosciuto anche un incremento straordinario dell’1,3%, che porta l’importo massimo corrisposto a 619,80 euro. Questa maggiorazione è prevista fino alla fine del 2026 e bisognerà attendere la legge di Bilancio per sapere se verrà confermata, modificata o sostituita.

Per questo motivo non è ancora possibile stabilire con certezza quale sarà l’importo effettivamente pagato ai titolari delle pensioni minime nel 2027.

Gli aumenti indicati sono lordi

Le cifre riportate nella tabella rappresentano aumenti lordi. L’incremento netto potrà essere inferiore per effetto dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e della situazione fiscale del singolo pensionato.

La rivalutazione, inoltre, viene calcolata considerando complessivamente le pensioni possedute dallo stesso beneficiario e soggette alla perequazione.

Per conoscere gli importi reali bisognerà quindi attendere il decreto sulla rivalutazione, la successiva circolare dell’INPS e le operazioni di rinnovo degli assegni. Al momento il 3,1% permette soltanto di comprendere l’ordine di grandezza dei possibili aumenti: non è ancora la percentuale ufficiale delle pensioni 2027.

Lettore che ci segui, quale aumento ritieni necessario per recuperare realmente il maggiore costo di spesa, bollette e servizi? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.



di Katia Piemontese

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