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SCUOLE IN DIFFICOLTÀ IN EMILIA ROMAGNA, IN ARRIVO NUOVE MISURE PER FRONTEGGIARE I DISAGI

Il sindacato FLC CGIL, durante l'incontro al Ministero, ha chiesto una deroga ai parametri nazionali per favorire il rientro delle famiglie nei territori dell'Emilia Romagna colpiti dall’alluvione e degli alunni nelle scuole finora frequentate.


scuole

Si è tenuto nella giornata di ieri, presso il ministero dell’istruzione, l’incontro sulle nuove misure utili per fronteggiare le gravi difficoltà subite dalle scuole dell’Emilia Romagna, Marche e della provincia di Firenze, a causa della violenta alluvione avvenuto nel mese di maggio. Il sindacato FLC CGIL ha chiesto una deroga ai parametri nazionali per favorire il rientro delle famiglie nei territori colpiti dall’alluvione e degli alunni nelle scuole finora frequentate.

Presenti il Capo di Gabinetto prof. Giuseppe Recinto, i Capi Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione dott.ssa Palumbo e per le risorse umane, finanziarie e strumentali dott. Jacopo Greco. Ha introdotto i lavori il Dott. Greco illustrando le misure previste dal decreto legge n. 61/2023 circa la costituzione di un fondo straordinario di 20 milioni di euro da utilizzare entro il 31 agosto 2023 per le finalità previste dalla norma: “Acquisizione di beni e servizi”. Il riparto delle risorse tra le istituzioni scolastiche interessate dall’emergenza, è definito con decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Il Ministero ha già provveduto ad una prima attribuzione di fondi, 8.7 milioni di euro, in base alla rilevazione dei fabbisogni delle scuole effettuata tramite gli Uffici Scolastici regionali. In data 21 giugno le scuole hanno ricevuto la comunicazione dei fondi loro assegnati insieme ad un’anticipazione di tesoreria per metterle nelle condizioni di affrontare già le prime spese.


Richieste della FLC CGIL

La Segretaria Generale della FLC CGIL Gianna Fracassi, nel suo intervento ha chiesto che le risorse previste dal decreto che impegna 20 milioni di euro devono prevedere il massimo della flessibilità nell’impiego dei fondi. Innanzitutto è necessario fermare il piano di dimensionamento e concedere alle istituzioni scolastiche un tempo congruo per mettere in atto le iniziative finalizzate alla ripresa della normalità scolastica. Non è realistico, infatti, fissare una scadenza ravvicinata come è il 31 agosto entro cui esaurire ogni attività di carattere finanziario sia essa di carattere didattico sia essa di carattere amministrativo. I tempi della scuola che costantemente vengono tarati su quelli del bilancio, proprio in questo caso, inopinatamente, vengono definiti su quelli dell’anno scolastico. Ma è proprio questo il caso, eccezionale, in cui i termini debbono essere rivisti e finalizzati ai tempi delle scuole, in quanto scuole alluvionate e che, quindi, fuoriescono da ogni usuale parametro.

In secondo luogo occorre riflettere attentamente sulla costituzione delle classi per l’anno scolastico 2023-24. Gli eventi alluvionali hanno necessariamente creato dispersione della popolazione scolastica che magari per un anno in certa misura ha trovato collocazione altrove. Se ci si basa sui parametri pensati per una situazione di normalità si finirà per destrutturare completamente le classi, le cattedre, le scuole. Per questo la FLC CGIL chiede che per un anno si deroghi ai parametri nazionali per favorire il rientro delle famiglie nei territori colpiti e degli alunni nelle scuole finora frequentate. E’ necessario altresì allentare i vincoli posti dalle indicazioni ministeriali circa le proroghe delle supplenze al personale Ata con contratti fino al 30 giugno.

Occorre concedere alle scuole la massima flessibilità nell’impiego dei fondi stanziati evitando di delimitare con paletti onerosi, salvo quelli legati alla sicurezza e legalità, le attività da mettere in campo. I fondi, infatti, dovrebbero consentire non solo acquisti di beni e servizi ma anche interventi didattici e amministrativi e dei servizi che possono essere svolti dal personale interno come anche, in assenza di disponibilità, da personale esterno.

Da qui la richiesta avanzata al Ministero di modificare il decreto “Alluvione” in sede di conversione in legge per dare alle scuole il supporto necessario per affrontare al meglio la ripartenza dell’anno scolastico.

Conclusioni

Il Capo di Gabinetto nel suo discorso conclusivo ha fatto presente che le rimanenti risorse, circa 12 milioni, saranno attribuite alle scuole, sulla base di ulteriori rilevazioni dei fabbisogni, senza escludere, come richiesto dalla FLC CGIL, interventi migliorativi in sede di conversione in legge del DL, finalizzati come ad un utilizzo piu’ flessibile dei fondi.



di CLAUDIO CASTAGNA

contatti: redazione@ascuolaoggi.it - info@ascuolaoggi.it


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