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Pnrr, se i risultati sono finora deludenti la colpa è negli obiettivi sbagliati posti dal Governo Draghi: l’analisi del sindacato Anief

Pacifico: "Sul tema dei fondi del Pnrr male utilizzati per la scuola, anche per migliorare il reclutamento e la carriera degli insegnanti, è evidente che gli obiettivi finora..."



“Sul tema dei fondi del Pnrr male utilizzati per la scuola, anche per migliorare il reclutamento e la carriera degli insegnanti, è evidente che gli obiettivi finora realizzati risultino deludenti: evidentemente, gli obiettivi concordati dal Governo Draghi erano sbagliati”: a dichiararlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, a proposito del resoconto deludente pubblicato in questi giorni sugli investimenti scolastici finanziati con i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.



“I dati negativi sui fondi del Pnrr spesi per l’Istruzione pubblica – spiega il leader dell’Anief – deriva da diversi fattori: in primo luogo, dal fattom che la predisposizione di ulteriori tre concorsi oltre ai nove banditi negli ultimi anni avrà l'effetto di precarizzare ancora di più la scuola italiana. Ricordo che negli ultimi dieci anni la metà dei posti autorizzati per l'immissione in ruolo è andata vacante, cosa più grave sul sostegno dove abbiamo la metà dei posti in deroga dati ai supplenti per lo più non specializzati”.



Inoltre, continua Pacifico, “risultano troppo farraginose le procedure per assumere i giovani: ben cinque prima dell'agognato e mai assegnato ruolo. Stesso errore pensare di premiare gli insegnanti non per il lavoro che fanno o per quello che realizzazione al di là dell'insegnamento ma per una presunta formazione incentivante che non garantisce qualità al sistema scolastico ed è già obbligatoria dal 2015 e oggi retribuita con il contratto”.



In definitiva, secondo il sindacalista autonomo, “bisogna prevedere un doppio canale di reclutamento che assuma i precari dalle GPS come prima dalle GAE, adeguare organico di fatto a organico di diritto su posti vacanti e prevedere per legge una carriera vera per le figure di sistema”, conclude il presidente Anief.




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di LA REDAZIONE




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