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I GIOVANI DI OGGI SI DICONO CONTRARI ALLA SOCIETÀ IN CUI VIVONO

È quanto emerge dall’ 11° Rapporto di ricerca dell’ Osservatorio sui giovani dell’ Università degli Studi Link


In data 11 maggio, dall’ 11° Rapporto di ricerca dell’ Osservatorio sui giovani dell’ Università degli Studi Link è stato tracciato il ritratto della “Generazione Proteo”: Favorevoli alla fecondazione assistita, al suicidio assistito, all’ adozione per coppie omosessuali, purtroppo cresce anche la percentuale di coloro che sono favorevoli alla pena di morte. Nel lavoro guardano con favore alla flessibilità, intesa come approccio di vita in quanto sinonimo di libertà. Si sentono a rischio di violenza sessuale più che di bullismo e cyberbullismo. A scuola bocciano il voto, che considerano ormai superato, ingiusto e “fuori tempo”.



Sono stati intervistati circa 4.000 studenti italiani 16-19enni, rappresentativi dell'intero territorio nazionale: per il 57,9% il lavoro va creato e non cercato, solo il 20,4% sceglierebbe il pubblico impiego. Al 63,1% la politica non interessa, e solo il 16,9% intraprenderebbe la carriera politica. Carlo Alberto Giusti, rettore dell'Università degli Studi Link, sottolinea: “I dati che emergono restituiscono il ritratto di una generazione coraggiosa e consapevole, alle prese con una fase storica difficile e complessa”.


Nicola Ferrigni, direttore dell'Osservatorio “Generazione Proteo”, spiega: “L'11° Rapporto ci consegna l'identikit di una “wave generation”, la cui energia positiva rischia quotidianamente di infrangersi contro una società che non riesce più a parlare ai giovani, che non ha le loro stesse argomentazioni. L'onda si è tuttavia generata, e mai come in questo momento storico c'è da sperare che essa non si infranga contro quegli scogli rappresentati dalla società che noi stessi adulti abbiamo costruito. Al contrario, il nostro augurio è che i giovani possano cavalcare la cresta dell'onda, come si confà a dei portatori sani di energia quali essi sono”.

Poi la professoressa Marica Spalletta, condirettore della ricerca, aggiunge: “Anche quest'anno i giovani si fanno “portatori attivi” di un'idea di movimento, che essi sperimentano nella propria quotidianità, nella sua dimensione più strettamente emozionale e al contempo in uno spazio anche virtuale. E non a caso ‘movimento-emozioni-virtuale' sono le tre keyword riassunte nel claim della due giorni #ProteoBrains2023, ovvero #YouthIn(e)Motion e che si apre oggi con la consegna del Rapporto di ricerca dell'Osservatorio ai giovani, alle Istituzioni e alla società civile”.



di ISABELLA CASTAGNA


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