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CONCORSO DOCENTI SOSTEGNO, PIÙ POSTI AL NORD MA È AL SUD CHE SI SPECIALIZZANO 8 DOCENTI SU 10, COSI NASCE IL PENDOLARISMO

Marcello Pacifico: “sul sostegno scolastico continua a prevelare una logica che non premia il fabbisogno ma altri parametri: come si fa a proporre un concorso per 5.203 posti per la scuola secondaria, di cui l'80% al Nord dove però si specializza meno del 20% degli insegnanti?"




Una situazione veramente difficile è quella che vivono i docenti che decidono di specializzarsi sul sostegno. Infatti quasi la totalità di questi lo fa con la consapevolezza che il lavoro è al nord. Ed è corretta l'analisi di ANIEF sul pendolarismo e su tutto ciò che ne consegue. Le difficoltà che vivono i docenti pendolari, parliamo di distanze che arrivano a oltre 1000 KM, sono molteplici: lontananza dalla famiglia, ritmi di vita differenti, alto costo della vita e spesso lontananza da marito/moglie o anche dai figli. Una situazione incresciosa ma che per lavoro, soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo, si affronta senza se e senza ma. Il lavoro serve e lo si raggiunge anche se i sacrifici sono tanti. Arrivano altri 2.159 posti di sostegno ai 3.044 già previsti dal bando esistente: quelli complessivi dei concorsi per entrare in ruolo come docenti di didattica speciale diventano in tutto 5.203, di cui 4.242 nella secondaria di I grado e 961 in quella di II grado.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “sul sostegno scolastico continua a prevelare una logica che non premia il fabbisogno ma altri parametri: come si fa a proporre un concorso per 5.203 posti per la scuola secondaria, di cui l'80% al Nord dove però si specializza meno del 20% degli insegnanti? Sappiamo anche, è noto, che tutto questo accade per la mancata offerta formativa degli atenei con vincoli quinquennali per la mobilità dopo l'immissione in ruolo che ogni anno lasciano scoperti più della metà dei posti autorizzati per le immissioni in ruolo. È la conferma che l’amministrazione incentiva anziché combattere il pendolarismo dei docenti. E continuiamo ad andare avanti così, come se nulla fosse?”.



LA DENUNCIA

Il presidente del giovane sindacato, quindi, ripropone la denuncia di Anief su un’organizzazione di base sul reclutamento sul sostegno scolastico a dir poco approssimativa: “Per l’ennesima volta – ricorda Pacifico – siamo costretti ad impugnare il numero programmato imposto dal Ministero dell’Università e della Ricerca e a chiedere accesso in soprannumero dei precari non specializzati con frequenza telematica dei corsi relativi alla didattica, oltre che la trasformazione dei posti in deroga, vacanti a tutti gli effetti ma con scadenza 30 giugno, in posti da collocare in organico di diritto quindi utili per le immissioni in ruolo e per i trasferimenti del personale di ruolo”.


Anief, a questo proposito, ha chiesto anche modifiche al decreto Milleproroghe. “La vera continuità didattica, anche sul sostegno – continua il sindacalista Anief -, passa nell’utilizzare a pieno l’organico di diritto e nell’assumere su tutti i posti vacanti e disponibili. Non di certo dai vincoli alla mobilità. Non è accettabile che la metà degli insegnanti di sostegno debba oggi ancora essere precario e non si dia l’opportunità di specializzarsi. Inoltre, Anief ha riavviato l'iniziativa gratuita ‘Non un’ora di meno’, attraverso la quale le famiglie degli alunni, ma anche gli stessi docenti e tutti gli operatori scolastici, hanno la possibilità di fare attivare tutti i posti richiesti dalle scuole agli Uffici scolastici”.



NUOVE SPECIALIZZAZIONI

Il Ministero dell’università e della ricerca, con nota dell’11 dicembre, ha dato avvio alle operazioni utili allo svolgimento del IX ciclo Tfa sostegno per l’anno accademico 2023/24. Nella nota si forniscono in particolare le indicazioni operative per l’accreditamento delle Università. Gli atenei dovranno tenere conto degli idonei dell’VIII ciclo, ovvero di coloro che pur avendo superato le prove di accesso non sono rientrati nel numero dei posti autorizzati e quindi non sono stati ammessi. Gli idonei potranno essere ammessi in soprannumero nelle stesse sedi in cui hanno sostenuto le prove, salvo – specifica il MUR – motivata deroga che potrà essere gestita direttamente tra le istituzioni accademiche interessate. La banca dati per le proposte di attivazione delle università resterà aperta fino al 22 gennaio. Le università devono indicare il massimo del potenziale formativo distinto per ogni ordine e grado di istruzione. La nota ricorda che per il triennio 2021-24 il Mef ha autorizzato un numero complessivo di 90.000 posti.



Relativamente ai posti, sono già stati attribuiti 22.000 posti per il VI ciclo anno accademico 2020/2021; 25.874 posti per il VII ciclo anno accademico 2021/2022; 28.986 per l’VIII ciclo anno accademico 2022/2023. Il prossimo ciclo di Tfa sostegno, afferente all’anno accademico 2023/24 ha sicuri 13.065 posti già previsti dal contingente autorizzato dal MEF nel 2021. Sono aperte le pre-adesioni al corso di preparazione a tutte le procedure di selezione. La pre-adesione non è vincolante all’iscrizione ma vi consentirà di ricevere informazioni in tempo reale relative ad aggiornamenti normativi e alle date di avvio del nostro corso che registra l’80% di candidati vincitori.




di LA REDAZIONE


contatti: redazione@ascuolaoggi.it - info@ascuolaoggi.it


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