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ANIEF: "Carta docente,a Roma 3mila euro più interessi a una precaria con sei supplenze fino al 30 giugno,per il giudice non c’è differenza tra posti vacanti in organico di diritto e di fatto"

"Per gli insegnanti precari il recupero della Carta del docente può andare a ritroso nel tempo fino a recuperare 3 mila euro più gli interessi maturati..."



Per gli insegnanti precari il recupero della Carta del docente può andare a ritroso nel tempo fino a recuperare 3 mila euro più gli interessi maturati: a ribadirlo è stato il Tribunale di Roma, con una sentenza esemplare emessa un mese fa, il 10 aprile scorso, che ha premiato la voglia di giustizia di una docente precario. Dopo avere svolto ben sei supplenze tra il 2017 e il 2023, la docente ha presentato ricorso attraverso i legali che operano per Anief: il giudice del lavoro del tribunale romano gli ha dato piena ragione, condannando il Ministero al pagamento nei suoi confronti di 3 mila euro, più interessi, oltre che “al pagamento delle spese di giudizio liquidate nella somma di E.980,00”.



Nella sentenza, il Tribunale di Roma ha “attestato che la ricorrente per ciascuno degli aa.ss. 2018\2019, 2019\20, 2020\21, 2021\2o22 e 2022\2023 ha svolto attività di docente su posto in organico di fatto fino al 30 giugno di ciascun anno scolastico per un numero di giorni di servizio effettivo maggiore di 180”. La Cassazione, lo scorso 27 ottobre con la sentenza 4090/23, aveva infatti stabilito che anche le supplenze annuali fino al 30 giugno o al termine delle lezioni sono meritevoli della card per l’aggiornamento: sempre nella sentenza di Roma viene riportato che “il dato temporale in termini di didattica annuale condiziona il riconoscimento della carta in favore del docente assunto a termine la Suprema Corte richiama l’art.4 l.124\1999 che ai co 1 e 2 disciplina le supplenze a seguito di vacanza su organico di diritto ed organico di fatto osservando: “Si tratta, in entrambi i casi, di supplenze destinate a protrarsi per l’intera durata dell’attività didattica, su cattedre e posti di insegnamento specifici, sicché il nesso tra la formazione del docente che viene supportata, la durata e la

funzionalità rispetto ai discenti è certo”.



Infine, sempre il giudice di Roma ha ricordato che “l’illegittimità del diverso trattamento era stata riconosciuta dalla richiamata giurisprudenza del Consiglio di Stato e della CGUE, che l’art.1 l.n.107\2017 configura la violazione del principio di non discriminazione di cui alla clausola 4 accordo quadro sul lavoro a tempo determinato recepito dalla direttiva 1999\70”. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “da parte del legislatore che ha introdotto la Carta del docente, nella Legge 107/15, troppo forte è stato il calpestamento del principio discriminazione: per questo consigliamo ai precari ed ex precari che ancora non hanno deciso di di presentare certamente ricorso facendosi difendere dai legali Anief per recuperare 500 euro per ogni anno scolastico. I fatti dicono che vi sono altissime possibilità di riuscita. Bisogna solo fare attenzione a non tardare troppo, altrimenti si cade nella prescrizione”, conclude il presidente Anief.



LE CONCLUSIONI DELLA SENTENZA DI ROMA

P.Q.M.

Accoglie la domanda e, per l’effetto, dichiara il diritto di parte ricorrente a fruire della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del personale docente per gli anni scolastici 2017\2018, 2018\2019, 2019\20, 2020\21, 2021\2022 e 2022\2023 e condanna il Ministero convenuto ad assegnare alla ricorrente la carta elettronica accreditando sulla suddetta carta l’importo nominale di E.3000,00, oltre interessi legali nella misura di legge;

rigetta nel resto;

condanna il Ministero convenuto al pagamento delle spese di giudizio liquidate nella somma di E.980,00, oltre spese generali forfettariamente determinate nella misura del 15%, con attribuzione.

Il Giudice




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di LA REDAZIONE




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