Assegnazioni provvisorie e criticità del sistema scuola, CNDDU: servono equità, più peso al servizio e rilancio della classe A046
- La Redazione

- 13 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani chiede una revisione delle regole sulle assegnazioni provvisorie interprovinciali, con maggiore attenzione al...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per le persistenti criticità che caratterizzano il sistema delle assegnazioni provvisorie interprovinciali, il quale continua a generare evidenti disparità di trattamento tra i lavoratori della scuola, compromettendo i principi costituzionali di uguaglianza, imparzialità e valorizzazione del merito professionale.
Pur riconoscendo la funzione sociale e solidaristica delle tutele previste dalla normativa vigente, il CNDDU ritiene non più rinviabile una revisione organica dei criteri che regolano l'attribuzione delle precedenze e delle deroghe, affinché il sistema non si trasformi in uno strumento che penalizza docenti con elevata anzianità di servizio, qualificazioni accademiche, specializzazioni professionali e consolidata esperienza didattica.
In particolare, il Coordinamento propone che nelle assegnazioni provvisorie interprovinciali venga attribuito un adeguato rilievo al punteggio relativo al servizio effettivamente prestato, riconoscendo il valore dell'esperienza maturata negli anni nelle istituzioni scolastiche italiane.
La scuola pubblica non può ignorare il patrimonio professionale costruito da migliaia di docenti che hanno investito energie, competenze e formazione continua al servizio degli studenti.
Contestualmente, appare necessario eliminare ogni forma di discriminazione indiretta legata all'età anagrafica. Le attuali disposizioni che attribuiscono vantaggi in funzione dell'età dei familiari o di altre condizioni anagrafiche rischiano di produrre effetti distorsivi, generando situazioni nelle quali il merito professionale e il servizio prestato risultano del tutto recessivi rispetto a parametri estranei alla qualità dell'attività lavorativa. Una pubblica amministrazione moderna deve perseguire criteri equilibrati che coniughino esigenze familiari e valorizzazione delle competenze.
Particolare attenzione merita, inoltre, la disciplina relativa ai benefici connessi alla Legge 104/1992. Il CNDDU ribadisce il proprio pieno sostegno ai lavoratori che assistono persone con disabilità grave, ma ritiene opportuno rafforzare i controlli e chiarire ulteriormente le condizioni di accesso alle precedenze.
Ricordiamo che i permessi e le tutele connesse all'articolo 33 della Legge 104/1992, riferiti a persone con handicap in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, spettano ordinariamente ai parenti e agli affini entro il secondo grado. L'estensione ai parenti o affini entro il terzo grado è consentita esclusivamente in presenza delle specifiche condizioni previste dalla legge, quali l'età superiore a 65 anni, il decesso, la mancanza o la presenza di patologie invalidanti dei soggetti tenuti prioritariamente all'assistenza.
Tali disposizioni devono essere applicate con il massimo rigore documentale e amministrativo, evitando interpretazioni estensive che possano alterare il corretto equilibrio tra diritti individuali e interesse collettivo.
Il CNDDU ritiene che la tutela delle persone fragili debba restare una priorità assoluta, ma che, al contempo, debbano essere contrastati eventuali utilizzi impropri degli istituti normativi, affinché non si determinino ingiuste penalizzazioni nei confronti di docenti che hanno maturato anni di servizio, titoli culturali, abilitazioni, specializzazioni e competenze professionali di elevato profilo.
A ciò si aggiunge una questione ormai divenuta strutturale e non più tollerabile: la situazione della classe di concorso A046 – Scienze giuridico-economiche e, più in generale, dell'intera area giuridico-economica della scuola secondaria. Da oltre vent'anni migliaia di docenti assistono a una sostanziale stagnazione degli organici e delle opportunità di mobilità e reclutamento, una condizione che ha prodotto gravi conseguenze sul piano professionale, umano e familiare.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede pertanto al Ministero dell'Istruzione e del Merito l'apertura urgente di un tavolo tecnico finalizzato a:
- introdurre il punteggio del servizio quale elemento qualificante nelle assegnazioni provvisorie interprovinciali;
- superare meccanismi che determinano discriminazioni indirette fondate sull'età anagrafica;
- rafforzare i controlli e la trasparenza nell'applicazione delle precedenze connesse alla Legge 104/1992;
- garantire un equilibrio tra tutela della fragilità e riconoscimento del merito professionale;
- avviare un piano straordinario di rilancio della classe di concorso A046 e dell'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche;
- incrementare gli organici e le opportunità di mobilità per i docenti del settore giuridico-economico, oggi tra i più penalizzati dell'intero sistema scolastico.
La scuola italiana necessita di regole capaci di coniugare solidarietà, trasparenza, legalità e meritocrazia. Solo attraverso un equilibrio autentico tra diritti individuali e valorizzazione delle professionalità sarà possibile restituire credibilità e fiducia alle procedure di mobilità del personale scolastico".
di La Redazione




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